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| Sabato 26 Giugno 2010 11:10 | |||||||
VENDO COME E A CHI MI PARE....Lucca, vendita del complesso comunale di S. Francesco
Lunedì sera 28 giugno il Consiglio Comunale di Lucca discuterà sulla “Vendita del complesso di S. Francesco alla Fondazione CRL”. L’occasione sarà propizia (si spera) perché trovino esaurienti risposte diversi interrogativi che questa Associazione ha posto in essere dai tempi dell’acquisizione comunale del complesso. Riepiloghiamo i fatti. A fine 2003 si viene a sapere che l’Opera Pia di Terrasanta vuole vendere il convento di S. Francesco e che è in trattativa con privati. Si fanno avanti, su sollecitazione dei cittadini che rivendicano un ruolo pubblico al complesso, La Provincia di Lucca e, successivamente, il Comune, rivendicando il diritto di prelazione. La vince il Comune (già proprietario della chiesa) che nel 2004 “scippa” sia al privato che alla Provincia il complesso conventuale per 2.400.000 Euro anche se Fazzi non ha idee chiare su cosa farci. E’ il febbraio 2007 quando Italia Nostra invia una lettera allarmata a Comune e Soprintendenza segnalando il grave dissesto provocato sul complesso conventuale dai lavori di ristrutturazione e di scavo nell’adiacente “stecca”, condotti dalla FCRL per gli appartamenti del personale di IMT. Nessuna risposta riceviamo da Comune e Soprintendenza. Per analoghe lesioni provocate con gli stessi lavori ad un’altra ala privata adiacente, il danneggiatore rimborsa immediatamente sia i danni che il grave disagio, acquisendo l’immobile per un prezzo tale da garantire che i proprietari possano trovare nuove abitazioni e nuovi uffici, come gradiscono e dove gradisconoo. Ma qui per la parte di proprietà pubblica, divenuta inagibile in gran parte, non è dato sapere cosa sia stato fatto e in particolare se ci sia stata una richiesta di danni a garanzia del patrimonio pubblico. Almeno dal 2008 si sa che il Comune, non sapendo di cosa farsene del convento appena acquisito e ora anche in gran parte disastrato, lo vuole cedere alla FCRL che lo destinerà ad ulteriore attrezzatura di IMT. Ecco che arriviamo così alla delibera all’odg del prossimo lunedì, con cui non solo si cederà il convento, ma anche tutta la chiesa connessa. Ed ecco gli interrogativi su questa procedura. A. L’immobile pubblicamente acquisito in base al diritto di prelazione (e scippato ad altri) può successivamente essere venduto dall’Amministrazione pubblica a chi pare a lei? Questa procedura non è un pesante e inammissibile condizionamento del mercato? B. L’Amministrazione pubblica nel vendere un proprio bene non deve fare una normale pubblica gara? C. I gravissimi danni subiti dall’immobile pubblico a seguito dei lavori nell’adiacente “stecca” hanno influenzato la cifra di vendita? Il Comune ha avviato, come era suo specifico dovere, un contenzioso ed ha effettuato una valutazione del danno? D. Perché è stato scelto di vendere anche la chiesa, accontentandosi di poterla ‘usare’ qualche volta l’anno per iniziative comunali? E. La conservazione del ruolo pubblico del complesso che è stata alla base della prelazione del 2004 in quale modo verrà ancora garantita? F. Anche per il complesso convento-chiesa di S. Francesco, dopo la cessione, si dovrà passare all’approvazione di una specifica variante urbanistica (similmente allo stadio) per rendere attuabile ciò che la nuova proprietà intende realizzare? Lucca, 26.06.2010 ITALIA NOSTRA Lucca
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