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| Giovedì 05 Agosto 2010 13:42 | |||||||
SILLICO - PAESAGGIO ED ENERGIE RINNOVABILI
Sillico (Pieve Fosciana) - Veduta panoramica del borgo. In basso a sinistra i terreni agricoli che verrebbero interessati dall'impianto fotovoltaico.
Ecco la nota inviata il 5 agosto 2010 alle Istituzioni interessate per la salvaguardia paesaggistica del borgo di Sillico in Garfagnana
La sezione di Lucca di Italia Nostra ha effettuato nelle scorse settimane un sopralluogo al borgo di Sillico,
il noto centro medioevale, pressoché intatto, arroccato a 700 metri di quota sul versante appenninico della Garfagnana.
Il sopralluogo è stato richiesto da un insieme di Associazioni e Comitati della Garfagnana, dagli abitanti del borgo e da
semplici cittadini, tutti preoccupati per il progetto di una centrale fotovoltaica a terra su oltre 5000 mq. di prati
terrazzati immediatamente sottostanti al centro antico del borgo. Abbiamo verificato l’effettiva grande valenza paesaggistica di queste aree, visibilissime dalle terrazze panoramiche del
borgo sovrastante, e costituenti, tra l’altro, i pascoli per gli ovini di razza locale, qui reintrodotti grazie ad uno
specifico progetto anti-estinzione dovuto alla Comunità Montana. Abbiamo altresì verificato che l’area in oggetto è classificata dallo stesso Regolamento Urbanistico del Comune di Pieve Fosciana,
come “Area agricola di controllo dei caratteri del paesaggio collegata agli insediamenti di antica formazione” e perciò soggetta a particolare normativa “in funzione delle caratteristiche storiche, ambientali e paesaggistiche e del loro stretto rapporto con il sistema insediativo storico”. Una conferma oggettiva, quindi, del valore storico/paesaggistico di quest’ambito. E’ indiscutibile che la realizzazione in tali luoghi dell’impianto in progetto arrecherebbe una grave ferita all’equilibrio
paesaggistico attuale, la cui conservazione e valorizzazione, come ben tutti sappiamo, rappresenta pressoché l’unica vera risorsa
economica di una comunità di montagna, comunità che nello specifico risulta assai attiva nel recupero di alcuni antichi
fabbricati e della estesa rete sentieristica nei dintorni. Evidenziamo che il forte impatto visivo che sarà generato dal nuovo impianto non potrà essere corretto né con la
piantumazione di qualche alberello perimetrale nè con l’uso di pannellature opache né con qualche altra modesta prescrizione
di contorno…. Per questo ne chiediamo il ritiro o il rigetto. Il problema specifico su ricordato riguarda Sillico, ma il tema delle strutture per le energie rinnovabili e quello
della tutela del paesaggio hanno valenza generale: ambedue rappresentano esigenze da soddisfare, ma le prime non possono
e non devono realizzarsi a discapito del rispetto della seconda.
Pertanto è urgente (anche per la miriade di casi analoghi che si verificano nel territorio regionale e per la macroscopica
carenza del PIT regionale adottato) una moratoria che permetta alle AA.CC. di mettere ordine nella materia individuando
nei propri strumenti urbanistici le aree idonee a sopportare l’impatto di queste strutture (ad. esempio aree e coperture
di attrezzature industriali) liberando il territorio agrario da questa rincorsa speculativa. Invitiamo altresì le stesse ditte interessate (partendo da quella che propone l’impianto di Sillico) ad avanzare proposte
alternative compatibili, mostrando così sensibilità sia alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico (cui siamo tutti
chiamati dall’art. 9 della Costituzione) che alle esigenze delle popolazioni investite da queste strutture. Ringraziamo dell’attenzione e salutiamo distintamente.
Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)
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