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Mercoledì 30 Dicembre 2009 11:59

MARLIA – 2009/2010

Sulla pineta abbattuta a Marlia per costruirvi 5 alloggi popolari, Italia Nostra è tornata con questa nota del Presidente, Roberto Mannocci, del 30.12.09.

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Una decina di giorni addietro i vertici comunali di Capannori assieme a quelli regionali e dell’ERP hanno convocato la stampa per mostrare l’andamento dei lavori e per far risaltare le tecnologie innovative usate per la costruzione di cinque appartamenti di edilizia popolare nella zona di via Lombarda a Marlia. Giustamente sono stati messi in risalto la buona tempistica dei lavori e l’uso di tecniche e materiali eco-compatibili e il ricorso ad energie rinnovabili per il funzionamento delle nuove abitazioni. Un vero e proprio campionario di buone pratiche di bio-architettura applicata all’edlizia popolare (v. in dettaglio il resoconto estratto da La Nazione del 19.12.09).

Due le cose che possono rallegrare:

1. Con questa iniziativa comunale finanziata dalla Regione e condotta dall’ERP si darà casa (a primavera 2010, quando i lavori dovrebbero essere terminati) a 5 famiglie che ne hanno estremo bisogno e che non possono accedere a quella infinita paccottiglia di appartamenti invenduti fatti nascere dalle Amministrazioni comunali in ogni angolo della Piana;

2. La sperimentazione dell’uso di tecnologie bio-architettoniche  e l’attenzione al risparmio energetico.

Ma sono ancora due le cose che ci rammaricano:

A. La qualità estetico-formale del progetto (allo stato attuale) ci sembra che lasci assai a desiderare ed alcuni punti-chiave del progetto ricalcano i consunti modelli edificatori della città piccolo borghese e dello stesso modo di vivere, ma più povero (suddivisione dello spazio inedificato in cinque francobolli di terreni privati, dotazione di due stalli parcheggio per ogni appartamento in un grande garage-tettoia con struttura portante…. di cemento armato !!!!!...) La sperimentazione poteva essere più consequenziale e poteva essere propositiva di un più coerente modus vivendi;

B. Noi non possiamo dimenticare la scellerata (per noi) scelta urbanistica che sta alla base di questo intervento. Su questo lotto, infatti, fino al 9 settembre u.s. vegetavano oltre novanta pini domestici (Pinus Pinea), un boschetto vero e proprio, di vecchio impianto, integralmente abbattuto in mezza giornata dalle ruspe comunali invece di ricercare una soluzione alternativa che fosse in grado di rispondere all’esigenza sociale della casa per chi non può permettersela e al contempo alla valorizzazione del sempre più evanescente patrimonio arboreo della Piana. Riproponiamo il ns. quesito, che è rimasto senza risposta alcuna e che ha così indisposto l’Amministrazione comunale di Capannori tanto da rifiutarci un incontro sul tema: è stata opportuna, saggia e ambientalmente sostenibile una scelta che ha comportato l’abbattimento totale di quasi un centinaio di alberi nella super-inquinata piana lucchese?

 

L’attenzione ai temi ambientali è atteggiamento non applicabile per compartimenti stagni né può esaurirsi in singoli episodi (anche se talvolta lodevoli), ma deve pervadere le varie azioni di un’Amministrazione, a partire da quelle che riguardano il rispetto del territorio e da quelle che sono le scelte urbanistiche. L’auspicio per il 2010 è che anche l’urbanistica di Capannori abbia questa coerenza ambientale.

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