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Venerdì 12 Giugno 2009 15:07

PESCAGLIA/S.MARTINO FREDDANA –

ANCHE QUI..... NUOVE STRADE X NUOVE COSTRUZIONI !

 

Il Regolamento Urbanistico adottato dal Comune di Pescaglia prevede, nell’area Monsagrati/S. Martino, una nuova ampia strada a monte dei due centri, del tutto inutile per la funzionalità dei luoghi, ma ottimale per dare il via a nuove costruzioni a danno delle aree agricole collinari adiacenti. Ecco le Osservazioni presentate al Comune da Italia Nostra il 12 giugno 2009. Del tutto analoghe le Osservazioni presentate anche da Legambiente.

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Descrizione

Il piano dell’UTOE in oggetto prevede che a monte dell’attuale abitato di S. Martino in Freddana e di quello di Monsagrati si realizzi un nuovo consistente asse viario a doppio senso di circolazione, con andamento pressoché parallelo alla viabilità principale che interessa questi abitati e che è rappresentata dalla strada provinciale n°1 Lucca/Camaiore. Il previsto ampio nuovo asse viario (un vero e proprio duplicato della strada provinciale) è poi dotato di ben cinque ampie rotatorie nelle intersezioni con i principali tronconi di viabilità trasversale che collegano i terreni retrostanti all’asse provinciale e prevede sue diramazioni. Ulteriori due rotatorie interesseranno anche le due principali intersezioni della viabilità trasversale con la strada provinciale. Tra le finalità di questa scelta è stata  indicata la volontà di “alleggerire” il traffico che si svolge sulla strada provinciale, creandone un’alternativa. La nuova viabilità è anche accompagnata da una pista ciclabile.

Il piano dell’UTOE F1 inoltre prevede che a margine di questo nuovo asse viario e delle sue diramazioni (a nord e a sud dello stesso) si possano sviluppare  nuove aree di nuova urbanizzazione residenziale  (Cnu1 e Cnu2 per Monsagrati, Cnu3, Cnu4 per l’abitato di S. Martino), nuove aree per l’espansione di attività commerciali e direzionali (Dc2, Dc3, Dc4) e creare nuove aree F per attrezzature di interesse generale sia pubbliche che private.

 

Considerazioni

Da quanto sopra descritto emerge in modo ben chiaro come la previsione del nuovo asse sia essenzialmente congeniale a rendere attuabili tutte queste consistenti previsioni edificatorie sia abitative che produttive e direzionali. In realtà la struttura attuale dell’UTOE F1, a nostro giudizio, conserva già all’interno dell’area urbanizzata ampi spazi e lotti per esaurire necessità di rispondere ai fabbisogni residenziali immediati nel periodo di prevedibile validità del Regolamento Urbanistico, sia nelle “aree residenziali consolidate” Bac (in sostanza di saturazione, ma ove, assurdamente si vieta qualsiasi nuova costruzione, art. 53, anche in presenza di lotti liberi) sia, soprattutto nelle aree cosiddette di riqualificazione residenziale Bar (art. 52 delle Norme).

Tanto più il contenimento dei fabbisogni dello  sviluppo all’interno nello spazio già urbanizzato è giustificato  nel caso in esame proprio perché le espansioni residenziali e commerciali previste e sopra citate e la stessa consistente nuova viabilità che ne è il necessario corollario, vanno ad interferire con aree intatte e agricole di pregio che devono essere integralmente conservate. In particolare gli ampliamenti Cnu e Dc sopra citati si sovrappongono pesantemente ad aree che il Piano Strutturale individua alla Tav.2 “Carta delle Invarianti Strutturali” come invarianti indicandole vuoi come “aree boscate” (campitura grigio scuro), vuoi  come “culture arboree di valore” (sic) (campitura grigio chiaro con trattini orizzontali).

Oltre a questo illegittimo e inammissibile contrasto con lo strumento sovraordinato, la nuova viabilità e le espansioni edilizie, previste dal R.U. in approvazione, verrebbero a cancellare il rapporto storico-ambientale tra nuclei abitati di fondovalle (S. Martino e Monsagrati) con il territorio agricolo e collinare retrostante e aderente all’abitato, cancellandone la perfetta continuità e creando una del tutto nuova cesura apportata soprattutto dal  “taglio” fisico del lungo e sovradimensionato nastro stradale di cemento.

E certamente la previsione di questi ampliamenti edilizi che erodono aree verdi ed agricole di pregio verrebbe a costituire solo il primo passo per ulteriori future erosioni, rese appetibili da una invidiabile qualità ambientale di queste zone collinari e facilitate dalla presenza dell’infrastruttura.

Notiamo inoltre che una parte della viabilità e della prevista espansione viene ad interessare anche un’area particolarmente delicata dal punto di vista dell’assetto geologico, interessando un terreno franoso che è assolutamente saggio non toccare!

 

Osservazioni

In base a quanto sopra considerato si richiede quanto segue:

1. La cancellazione del nuovo asse viario a monte degli abitati di S. Martino e Monsagrati, del quale non si riesce a dimostrare nemmeno la necessità e che comporta un impatto incompatibile con la struttura ambientale dei luoghi.

2. La cancellazione delle aree di espansione residenziali, produttive e direzionali  e limitazione degli sviluppi all’interno dell’area già urbanizzata (aree Bac e Bar)

3. La classificazione dell’area interessata dalla prevista strada e quelle dei previsti sviluppi insediativi insieme a tutto il contesto a monte dei due centri (in coerenza con il P.S. vigente) come aree agricole e ambientali di pregio di cui è indispensabile conservare i caratteri.

 

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