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Martedì 14 Aprile 2009 12:41

Lucca – URGE IL CONFRONTO SULLO "STECCONE" DI S. CONCORDIO -

 

Un documento congiunto di Italia Nostra Lucca e Legambiente Lucca che ricorda al Sindaco Favilla l’impegno preso di confrontarsi sulle modifiche possibili al progetto dello “steccone” nell’area Gesam a S. Concordio c.da, per salvare i resti dell’antico porto della Formica.

Questa la nota sottoscritta dalle due Associazioni in data 10.04.09.

  scavi-gesam-muro-000

Durante l’Assemblea indetta dalla Circoscrizione 7 lo scorso 6 Marzo che vide la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco di Lucca, emersero i vari aspetti problematici derivanti dalla realizzazione dell'intervento edilizio in area Gesam.

Il Laboratorio di Urbanistica Partecipata, in particolare, documentò pubblicamente come uno dei due edifici che costituiscono il cosiddetto steccone (esattamente quello ad ovest), ovvero la nuova costruzione di edifici ad uffici  che Polis vuole realizzare nell’area Gesam, fosse collocato proprio sopra il sito dell’antico porto di S. Concordio, all’estremità nord del fosso della Formica. Emerse chiaramente in quella occasione come la realizzazione  integrale di quel progetto avrebbe comportato la distruzione totale delle tracce storiche di questa attrezzatura portuale, oggi interrata, ma di cui i cittadini di S. Concordio da tempo richiedono la ri-scoperta, quale testimonianza di una infrastruttura importante per la storia della città di Lucca..

Sia per approfondire questo aspetto, sia per avere un confronto approfondito sulle varie problematiche urbanistiche legate al nuovo intervento, il Sindaco, pur precisando la necessità e la sua  precisa volontà di volersi muovere nella sicurezza di non arrecare alcun danno patrimoniale all’Amministrazione da lui guidata, garantì la sua totale disponibilità ad un confronto da tenersi a breve.

Questa disponibilità, dopo quell’incontro, non è stata ancora dimostrata, nonostante i solleciti inviati a più riprese da parte della Circoscrizione e del Laboratorio suddetto.

Anzi, in gran fretta,  si è dato l’avvio ai lavori nell’area Gesam (oggi Polis) anche abbattendo gli alberi e una muratura interrata, probabilmente legata alla struttura dell’antico porto, senza fare nemmeno le verifiche del caso, almeno per quanto è a nostra conoscenza.

Le sottoscritte Associazioni, presenti all’assemblea circoscrizionale dello scorso 6 marzo con diversi soci e nella persona dei sottoscritti presidenti, si rivolgono al Sindaco ritenendolo persona degna di fiducia e pertanto invitandolo ad onorare l’impegno preso in quella occasione di un urgente confronto schietto con i rappresentanti dei cittadini onde chiarire quali correzioni e/o integrazioni la stessa Amministrazione e la Società comunale Polis, dopo le rispettive verifiche, intendono e possono apportare a quel progetto per diminuirne l’impatto e renderne possibile la sostenibilità ambientale e la compatibilità con la memoria dell’antico porto. 

In attesa inviamo i migliori saluti.

 

         Legambiente Lucca                  

        (ing. Michele Urbano)  

      

           Italia Nostra Lucca

     (arch. Roberto Mannocci)

 



Commenti
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marco  - inquinamento   |83.211.245.xxx |2009-06-10 11:37:58
Buongiorno, seguo la diatriba sulla opportunita' di coprire di cemento un sito
archeologico. Purtroppo solo oggi ci possiamo permettere di considerare certe
operazioni come sconsiderate se non peggio. Lucca come mille altre citta', si
appoggia su altre citta' precedenti e questo con buona pace di chi ha edificato
costruzioni che oggi consideriamo patrimonio artistico. Ho potuto visitare ieri
lo scavo preparatorio dello steccone e credo sarebbe utile focalizzare
l'attenzione sull'aspetto ecologico dell'operazione. La produzione di Gas da
carbone produce ed ha prodotto una serie di inquinanti che dovrebbero trovarsi
nel terreno. La terra di scavo viene portata in discarica (con quale
classificazione etc.) ed altra terra viene scaricata a riempimento proveniente
da dove ???.
Perche' non affiancare alla polemica archeologica, una polemica
del come in questo momento viene gestita la preparazione di un terreno che
potrebbe risul...
giuditta debellis  - scempio del territorio   |93.46.214.xxx |2010-01-26 11:35:53
Lo scempio del territorio, intendendo non solo la parte visibile, in superficie,
di esso, ma amnche il patrimonio del sottosuolo, è una prassi che soggiace agli
interessi economici. Mi viene in mente il recintino ai resti romani fatto nel
parcheggio dell'ipercoop di Sesto Fiorentino. Si potrebbero citare un'infinità
di esempi.Fortunatamente c'è chi continua ad opporsi e ad ottenere che almeno
si 'rivedano' i progetti in modo più adeguato al rispetto dei valori ed al
patrimonio territoriale. La strada da perseguire è questa, far sentire sempre
la voce di associazioni come Italia Nostra volte a porre l'attenzione su
questioni che riguardano la tutela del territorio altrimenti si cadrebbe
nell'oblio degli interessi economici privati e delle amministrazioni a scapito
dei beni di tutti. Nel caso in questione almeno la cosa, a quel che mi risulta,
è ferma, favorendo un'eventuale rivisitazione del progetto possibile solo con
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