Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
lucca@italianostra.org
0583 48461

 

 

PDF Stampa
Mercoledì 04 Marzo 2009 16:10
Lucca:  Questioni S. Anna e S. Filippo

-Urbanistica e Trasparenza- 

In data 22.07.08 la Sezione invia all’Amministrazione Comunale lucchese questo documento, a firma del Presidente Roberto Mannocci,  sulle spinose questioni urbanistiche inerenti il Piano Norma del Parco di S.Anna e sulla collocazione del nuovo blocco ospedaliero in località S. Filippo.
Il pensiero  espresso domenica scorsa sulla stampa dal prof. Piero Angelini investe in modo estremamente esplicito aspetti della politica urbanistica lucchese assai gravi e su alcuni di questi ci interessa ritornare subito con nostre considerazioni, riservando ad un’altra nota successiva l’esame di altri aspetti problematici di gestione del territorio lucchese.
1. Piano Norma di Viale Einaudi (S. Anna) e congruità con le previsioni urbanistiche per le singole UTOE.Italia Nostra, già il 19.09.2007 sollevò per prima questa questione, proprio in relazione al Piano Norma della Società Valore: “…..E’ giunto l’indifferibile momento in cui (con numeri, autorizzazioni e volumetrie alla mano) si controlli e si dimostri pubblicamente se questi parametri inderogabili generali e per singole UTOE (previsti dagli Strumenti generali) sono stati rispettati e quali sono ancora gli eventuali margini rimanenti per ulteriori trasformazioni”. A dieci mesi di distanza da allora, nonostante la formale richiesta dell’opposizione per avere i dati di questa verifica e nonostante l’assegnazione di un apposito incarico esterno, formalmente questi dati non sono stati ancora resi di pubblico dominio. Ma esistono consistenti e autorevoli voci (come quella di Angelini) che affermano che, almeno in alcune realtà come  quella del quartiere di S. Anna, il limite massimo per le trasformazioni compatibili con quella realtà (volumetrie) come fissato dallo Strumento urbanistico sarebbe stato superato. Se ciò corrisponde al vero queste sono le immediate conseguenze.
  • Il Piano Norma suddetto diviene irrealizzabile e dovrebbe essere immediatamente cestinato perché in contrasto con le norme urbanistiche sovra-ordinate. Chiaramente questo conforterebbe questa Associazione che ha evidenziato a più riprese l’assurdità, l’insostenibilità e la bassa vivibilità  urbana di questo pesantissimo intervento.
  • Il comportamento dei Responsabili degli Uffici risulta gravemente omissivo di uno specifico e inconfutabile dovere: monitorare e controllare che quello che veniva concesso e quanto veniva quotidianamente concesso sul territorio fossero integralmente coerenti con tutte le norme e i limiti indicati dagli Strumenti urbanistici vigenti. Se tali limiti fossero stati superati in una gestione urbanistica così ‘distratta’ e ‘disattenta’ sarebbe chiara questa responsabilità sia in rapporto all’interesse della stessa Amministrazione Comunale che nei confronti di terzi.
  • Il raggiungimento dei limiti edificatori stabiliti dal Piano Strutturale d’altronde implica conseguenze rivoluzionarie quali il blocco di ulteriori nuove costruzioni con la sola esclusione delle ristrutturazioni e di ciò che il Piano classifica come “volumi non computabili”.

Ma, onde evitare rincorrersi di voci incontrollate, l’Amministrazione, proprio nella figura del Sindaco, ha un unico urgente dovere: rendere noti ufficialmente tutti i dati tardivamente raccolti con l’incarico esterno assegnato.

2. Il nuovo monoblocco ospedaliero in loc. S.Filippo

La maggioranza della nuova A.C. si era assunta, durante la campagna elettorale della primavera 2007, l’impegno a non far costruire il nuovo monoblocco ospedaliero nell’area di S. Filippo, ma a  pretendere dalla Regione (sostenitrice dell’indispensabilità della nuova struttura) l’inserimento del nuovo edificio all’interno dell’attuale area ospedaliera di Campo di Marte. Fino ad oggi però sono completamente mancati  gli atti ufficiali conseguenti da parte del Comune (che noi sollecitiamo) per far valere la propria posizione, mentre sono andate tranquillamente avanti le azioni della Regione per realizzare l’opera a S. Filippo come aveva indicato l’Amministrazione comunale   precedente. In realtà (al di là degli aspetti di politica sanitaria che non ci competono) tutta l’operazione dell’area ospedaliera a S. Filippo presenta evidenti ed inammissibili contrasti con il sovra-ordinato Piano Strutturale ed è stata accompagnata, in fase di definitiva approvazione del sotto-ordinato R.U., da ulteriori cambiamenti di destinazioni d’uso (attrezzature/servizi/terziario di interesse generale) anche dei territori agricolo/boscati contermini e dal delicato equilibrio idraulico (v. ns. nota del 04.03.08), speculando sulle opportunità offerte dalla nuova viabilità lì prevista. 
Inoltre l’operazione nuovo ospedale nella nuova area evidenzia il problema del futuro di tutti gli attuali padiglioni sanitari del Campo di Marte: una volumetria considerevolissima a due passi dalle Mura urbane in una posizione urbanistica che fa nascere consistenti appetiti speculativi. Alcuni anni addietro l’Azienda Usl  dette incarico a due professionisti (acutamente bi-partisan) per valutare la consistenza del proprio patrimonio da mettere in vendita (comprendente anche il Campo di Marte) e per individuare in che modo risultasse conveniente cedere queste volumetrie e le possibilità edificatorie delle proprie aree sul mercato, anche tramite la demolizione e ricostruzione. Questa immissione sul mercato è resa possibile dal vigente R.U. che offre una varietà estesa di possibili destinazioni d’uso davvero “allettanti” per la speculazione, ma assai meno per la città. Un saggio abbastanza veritiero su che cosa potrebbe diventare il Campo di Marte ci è stato offerto dai piani di “valorizzazione” (da intendersi letteralmente come “incremento del valore economico delle strutture e delle aree”, come recitano le relazioni) elaborati nel 2007 congiuntamente (sic!) da Usl e personale del Comune di Lucca sulle attrezzature sanitarie dismesse di Arliano e Carignano (demolizione di un piano dello storico edificio razionalista di Arliano e recupero della volumetria in villette nel parco e nuova villettopoli sulla collina di Carignano) che l’Usl stessa  vuole porre in vendita “facendo cassa quanto più possibile”, in barba al valore architettonico degli edifici e al contesto paesaggistico in cui sono inseriti (v. nostre Osservazioni ad ambedue i Piani presentate in data 11.05.07).
Questo modo di piegare le scelte urbane e/o il sistema infrastrutturale al fine di incrementare il valore di mercato di terreni e di edifici (sia di proprietà privata che pubblica) è inaccettabile perché l’esatto contrario di una corretta programmazione urbanistica. Per questo, da molto tempo Italia Nostra, inascoltata, chiede una decisa e urgente re-impostazione degli Strumenti urbanistici vigenti non basata sul favoreggiamento della speculazione privata né di quella pubblica. 
Questa nota vuole essere un ulteriore pressante sollecito sia sull’approvazione degli atti necessari a scongiurare gli interventi a S. Filippo sia per avviare una nuova politica urbanistica.
Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:D:):(:0:shock::confused:8):lol::x:P:oops::cry:
:evil::twisted::roll::wink::!::?::idea::arrow:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."