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Venerdì 22 Maggio 2009 10:35

LUCCA – ARCHEOLOGIA COME MATRICE DELL’AMBIENTE

 

Nel quartiere di S. Concordio C.da, nell’immediata periferia di Lucca, in area comunale, si vuole costruire un grosso immobile (lo "STECCONE") da parte di Polis Spa. con negozi e uffici. Un ulteriore devastante atto di cementificazione, ma anche un intervento che, se realizzato come da progetto, metterebbe in pericolo i resti interrati dell’antico porto della Formica, che era l’approdo del canale navigabile per navigli adibiti al trasporto dei materiali fino agli spalti della cortina muraria.

Italia Nostra e Legambiente di Lucca hanno inviato, il 21 maggio 2009,  al Sindaco l’ennesima nota sulla questione con una proposta. Eccola.

1porto1704

Il porto di S. Concordio in un particolare estratto da una stampa del 1704

 

"In riferimento alla Sua nota del 21 Aprile u.s. (in risposta alla nostra precedente nota del 10 Aprile), con un po’ di ritardo dovuto a disguidi postali nella consegna, desideriamo precisare, considerare e proporre quanto segue.

  1. La nostra nota si è limitata a sollecitare l’impegno assunto da Lei nell’assemblea circoscrizionale per un incontro con i rappresentanti dei cittadini in cui chiarire quali correzioni e/o integrazioni la Sua Amministrazione e la Società Comunale POLIS intendevano e potevano apportare al progetto in oggetto sia per  ridurne l’impatto che per renderne possibile la compatibilità con la memoria e i resti dell’antico porto. Nella nostra nota non si è mai parlato di “trasferimento di edificabilità” dell’area Gesam verso altre aree vicine.
  2. Nella Sua nota si precisa che l’impegno assunto su questo incontro riguarda esclusivamente il Presidente della Circoscrizione “e non altri”. Precisiamo che noi ci siamo limitati a sollecitare l’incontro con i “rappresentanti dei cittadini” senza porre alcuna ns. personale autocandidatura a questo ruolo, anche se le nostre Associazioni rappresentano istanze riconosciute ufficialmente. Spetta naturalmente a Lei scegliere il modo in cui comunicare le proprie intenzioni e chi coinvolgere in questa comunicazione.
  3. Prendiamo volentieri atto di quanto Lei cortesemente ci anticipa comunicandoci che “…alcune modifiche al progetto edilizio potrebbero riguardare: 1) gli scavi di una parte dei parcheggi sotterranei; 2) la diminuzione dell’intervento edilizio; 3) l’uso diretto degli uffici da parte delle aziende pubbliche; 4) la modifica della modalità di attrezzamento dell’area interna al lotto destinata all’infanzia.”
  4. Queste eventuali modifiche, se confermate dalle ulteriori verifiche che codesta Amministrazione deve ancora concludere, andrebbero proprio nel senso da noi auspicato (diminuzione dell’impatto dell’intervento e compatibilità del complesso edilizio con il sito dell’antico porto oggi interrato).
  5. In relazione alla prospettata possibile modifica  dell’area libera interna al lotto, dal momento che con le altre modifiche non dovrebbe essere intaccato il sito del porto, avanziamo la seguente proposta: per la sistemazione dell’area, invece che seguire astratti disegni di vasche e prati buoni per qualsiasi realtà, assumere come matrice guida del progetto la presenza fisica del porto e la sua rimessa in luce. Perché non ri-dare  a questo luogo  uno dei segni dell’identità storica sia di S. Concordio, che della città e soprattutto delle sue Mura? Qui, attraverso il fosso della Formica, arrivavano legnami e prodotti delle campagne, ma anche i materiali lapidei utili alla costruzione e decorazione dei palazzi e della cortina muraria  provenienti dalle cave di calcare e verrucano dei Monti Pisani.

Il porto ri-scoperto e inserito nella nuova sistemazione dell’area libera del luogo renderebbe    leggibile una pagina di storia della città intera e delle Mura, suo monumento più significativo.

 

Auspicando un’attenta valutazione della nostra proposta, inviamo i migliori saluti."

 

Roberto Mannocci  (pres. Italia Nostra Lucca)

Michele Urbano       (pres. Legambiente Lucca)



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