Giovedì 16 luglio 2009 è convocato il Consiglio Comunale di Lucca per discutere della situazione della squadra calcistica locale. Un anno fa questa fu formata, dopo il fallimento della squadra precedente, da imprese immobiliari che nell’assumersi l’onere chiesero pubblicamente in cambiodal Comune di Lucca la ricompensa di costruire un enorme polo terziario in aree agricole in frazione S.Donato da esse stesse acquisite poco prima proprio per condurre in porto questa operazione.
La Sezione lucchese di Italia Nostra, in data 14 luglio, ha inviato al Sindaco e ai componenti del Consiglio Comunale di Lucca la seguente indignata nota sull’argomento.
Riteniamo inquietante il modo in cui è stata posta la cosiddetta questione nuovo stadio e (forse) ancor più inquietante è il modo in cui è stata trascinata fino ad oggi.
Gli immobiliaristi dei gruppi Cipriano e Valore che hanno investito nella Società calcistica Lucchese, ri-fondandola nell’estate scorsa, misero subito sul piatto (appunto) la questione immobiliare dichiarando che nel sobbarcarsi l’onere economico di dare una squadra di calcio alla città di Lucca ponevano la condizione al Comune che fosse concessa loro in cambio, e da sùbito, la possibilità di costruire tutto quello che volevano su un terreno agricolo che avevano già acquistato in frazione S.Donato. E lì, nella zona agricola, volevano e vogliono costruire oltre ad un nuovo stadio di proprietà, attrezzature sportive varie, centro benessere, piscine, centro commerciale, albergo, multisala cinematografica ecc. ecc.. “Non solo vogliamo fare subito tutto questo, ma lo vogliamo fare lì, altrimenti lasciamo la squadra al suo destino.”
Una chiarezza assoluta, senza dubbio! Ma soprattutto uno sprezzante vero e proprio ricatto nei confronti dell’Amministrazione Comunale nel quale si sono voluti mischiare e collegare aspetti che per loro natura sono distanti anni luce (gestione di una squadra sportiva e governo del territorio).
In un Paese sufficientemente civile e dignitoso le Istituzioni pubbliche avrebbero saputo immediatamente rispondere per le rime a questa pubblica umiliazione del proprio ruolo e a questo “baratto”….ed invece proprio le Istituzioni hanno tergiversato e tentennato facendo intendere che tutto sarebbe stato (anche) possibile di fronte a tanto munifico mecenatismo sportivo!
Si è dimostrata così una inaccettabile debolezza delle Istituzioni e delle forze politiche!
Fino ad allora nessun cittadino lucchese (tifoso o non tifoso), nessun tecnico e nessun amministratore aveva mai notato che, tra tutte le grandi esigenze/urgenze della città ci fosse anche quella di un nuovo stadio. E in realtà successivamente si è reso evidente che non è tanto un nuovo stadio che si rincorre, quanto la remunerazione che viene garantita da tutto il resto di questa enorme speculazione immobiliare, che rivoluzionerebbe la strutturazione funzionale urbana, metterebbe in concorrenza parti diverse del territorio e assorbirebbe anche previsioni destinate al languente centro storico (centro benessere già programmato nella ex Palestra Bacchettoni, sale cinematografiche, strutture commerciali….).
Non è compito dell’Amministrazione Comunale garantire speculazioni immobiliari a chicchessia, ma è compito dell’Amministrazione garantire lo sviluppo ordinato del territorio programmandolo attraverso gli strumenti urbanistici. Questi (Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico), pur nella loro generale permissività, negano assolutamente ai territori di S. Donato qualsiasi destinazione che non sia quella agricola, sia per la loro alta pericolosità idraulica sia perché quegli stessi strumenti indicano in questi luoghi il “limite alla città” e il “limite della città” e vi negano il consumo di suolo. Il programma elettorale dell’attuale Amministrazione d’altronde stabiliva la volontà di ridurre le possibilità edificatorie ponendo freni a quella forsennata cementificazione che negli ultimi 5 anni ha cambiato i connotati alla città e al territorio, “sforando” di gran lunga (è un dato ufficiale!) i limiti già ultra-consistenti indicati dal P.S. La revisione e ri-scrittura degli strumenti non è ancora avvenuta se non attraverso alcune modifiche assai parziali e che nel corso della loro elaborazione sono andate via via attenuandosi fino a perdere i connotati iniziali.
Ma la destinazione agricola delle aree di S. Donato è un punto chiaro e incontrovertibile e proprio su questa base l’Amministrazione aveva il dovere di cestinare immediatamente l’assurda proposta immobiliare, per la cui realizzazione, tra l’altro, dovendo procedere ad una modifica del Piano Strutturale occorrerebbe coinvolgere le competenze della Regione e della Provincia (a proposito quale è il pensiero di quest’ultima?).
Comunque non sono possibili deroghe, anche quelle che si vogliono fantasiosamente ammantare di finalità sociali, e ci auguriamo che tutte le forze presenti nel Consiglio Comunale tengano fede al principio di legittimità, altre volte purtroppo ignorato.
Risulta oltremodo inquietante, poi, il fatto che queste imprese immobiliari abbiano deciso di investire nell’acquisto di aree classificate agricole ad un prezzo molto superiore al loro effettivo valore (“come se fossero edificabili” è stato dalle stesse affermato). La scelta di un’operazione del genere sembra essere il frutto o di un incosciente avventurismo economico nella gestione di impresa oppure di una preventiva certezza di un futuro placet all’edificabilità di questi terreni. Un dilemma che necessita di un chiarimento.
Terminiamo questa nota chiedendo un sussulto di dignità al prossimo Consiglio Comunale previsto il prossimo 16 luglio limitando la discussione a definire le modalità possibili con cui l’Amministrazione può eventualmente facilitare la gestione economica della squadra locale (riduzione del canone di affitto per lo stadio comunale oppure altri interventi compatibili con le altre vere urgenze e con il bilancio?), rigettando integralmente l’inammissibile principio dello scambio sia con la ristrutturazione commerciale dell’attuale splendido stadio “Porta Elisa” (opera dell’arch. Raffaello Fagnoni del 1934) che con il nuovo inconcepibile polo terziario a S.Donato.
Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)