Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
lucca@italianostra.org
0583 48461

 

 

PDF Stampa
Lunedì 22 Febbraio 2010 11:45

LE METAMORFOSI DEL PIUSS

In data 22 febbraio 2010 è stato inviato all'Amministrazione Comunale e alla Provincia di Lucca il seguente documento con la seguente richiesta perché occorre avere risposte a questo interrogativo: cosa sta diventando il PIUSS "Lucca Dentro"? Da oltre un mese si stanno moltiplicando notizie e richieste di modifiche al Programma presentato nel febbraio 2009. Pezzi di quel programma si perdono per strada..., ma cosa è OGGI il PIUSS già finanziato con oltre 30 milioni di fondi europei?  Un chiarimento pubblico è necessario.....anche perché non vorremmo che questo finanziamento andasse totalmente in malora per insipienza delle Amministrazioni.... Meno male che molti dei più insipienti progetti contro cui Italia Nostra insorse sono definitivamente affossati (a cominciare dal parcheggio sotto gli spalti delle Mura....)...., ma il PIUSS che cosa è diventato? Eppure il prossimo 28 febbraio devono essere consegnati i progetti esecutivi.....

masterplanaereo

Siamo molto perplessi per quanto in quest’ultimo mese leggiamo quotidianamente sulla stampa dell’argomento in oggetto. Da affermazioni, a “pezzi e bocconi”, di esponenti della maggioranza comunale, di rappresentanti di categorie economiche, di rappresentanti politici e dello stesso Sindaco, da questo puzzle di dichiarazioni una cosa emerge in modo chiaro: il programma dei 14 progetti PIUSS (inseriti nel piano delle OO.PP.)(1) e quello dei 10 progetti complementari che ne rendevano possibile la realizzazione sono enormemente cambiati ed anzi stanno ancora cambiando giorno per giorno…..

Da tutte quelle citate autorevoli dichiarazioni ci sembra di aver capito che (tra i 14 progetti che hanno visto il finanziamento PIUSS), il progetto dell’anfiteatro e del parco pedonale in piazzale Verdi non sarà realizzato (prog. N° 11), né sarà realizzata la ri-conformazione di Porta S. Anna con un nuovo castello sovrastante (prog. N° 10), né sarà pienamente realizzato il prog. 7 (piazze attrezzate ad uso mercatale) volendo invece realizzarvi parcheggi che, anche se in parte interrati, cambieranno la conformazione di quegli spazi e la loro “filosofia”; cambiamenti e spostamenti di localizzazione  (al 2° piano?) si stanno prospettando anche per il prog. 8 (centro per il disagio); impossibilità di inizio immediato dei lavori e ritardi di “non meno di cinque o sei anni” (fuori tempo massimo?) si prospettano per l’adeguamento del Teatro del Giglio (prog.12) stando alle dichiarazioni  del sindaco alla stampa il 31 marzo 2009. Ben 5 progetti su 14 non si realizzeranno in toto o in parte. Ma in realtà niente conosciamo sulla coerenza con cui vengono condotti avanti gli altri 9.

Sicuramente è saltato totalmente il “principio ispiratore” di tutto il programma di una Porta S. Anna chiusa al traffico! Ma non basta. 

All’interno dei 10 “progetti complementari” che non hanno finanziamento PIUSS, poi, dovrebbero essere “saltati” i seguenti inteventi: il velleitario  parcheggio sotto gli spalti fuori Porta S. Anna (pensiamo, per prevedibile opposizione della Soprintendenza) (intervento D); i micro parcheggi interrati automatici e multipiano di piazzale S.Donato, via Carrara e piazzetta della Caserma; il parcheggio scambiatore allo scalo merci (ancora di là da venire l’accordo con Ferrovie….), tanto che oggi si prevedono parcheggi all’interno dell’ex manifattura ed un potenziamento (a più piani) di quello Palatucci e di viale Carducci. Ancora in discussione gli appartamenti popolari nell’ala sud ovest della ex manifattura (prog. B) e impossibili gli esercizi commerciali  al P.T. che si affacciano verso via V. Emanuele. Morta, come prevedibile, affogata nella sua velleità, la  ri-conformazione di via Garibaldi con la rimessa in luce del fosso sottostante…..

Insomma quello che doveva essere un programma unitario  suddiviso in una venticinquina di progetti  immediatamente cantierabili è diventata e sta ancora diventando un’altra cosa da quella ufficialmente approvata dagli Uffici regionali che gestiscono consistenti fondi europei.

Per arrivare a quell’approvazione il Bando della Regione Toscana prescriveva l’obbligo di un lungo iter partecipativo della cittadinanza e delle associazioni rappresentative dei vari interessi. E alla fine di quell’iter fu firmato un protocollo (non dalla nostra Associazione!) di condivisione, che è stato utilissimo per accedere ai finanziamenti.

Ma se il progetto è diventato e sta diventando una cosa diversa ….l’Amministrazione Comunale non ha l’obbligo assoluto di ri-convocare tutti i partecipanti a quelle consultazioni preventive illustrando, in totale trasparenza,  cosa, come e perché è indispensabile modificare? E fino a che punto è possibile modificare un programma che ha già subito una valutazione la quale ha determinato un finanziamento (consistente anche se parziale) di ben oltre 30 milioni da un organismo terzo, senza venire in contrasto con il bando regionale?

Se da un lato Italia Nostra è soddisfatta per l’affossamento di alcuni dei progetti sui quali, inascoltata, aveva espresso netta contrarietà nei contenuti e di cui aveva evidenziato l’inattuabilità (parcheggio sotto gli spalti, anfiteatro di piazzale Verdi, nuovo castello sopra Porta S. Anna….), tuttavia non possiamo non evidenziare la necessità di chiarimento trasparente su tutta la procedura e su quale progetto di città si stia perseguendo.

Per questo noi chiediamo all’A.C. una coraggiosa trasparenza verso tutta la città che invece sembra non avere: è necessario un confronto pubblico che, senza tatticismi e “nascondini”, illustri cosa e perché è indispensabile cambiare e cosa sta diventando quel pacchetto unitario di interventi.

In tale occasione l’A.C.  (con il partner Provinciale) dovrebbe anche chiarire come vengono coperti finanziariamente i restanti circa 20 milioni di Euro occorrenti per la completa conclusione dei progetti, dal momento che, come sembra, le casse pubbliche sono totalmente asciutte.

 

Ringraziamo dell’attenzione e salutiamo distintamente.

 

Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)

 



(1) . Vedi Dell. G.M. da 64 a 77 del 24.02.09 (approvate all’unanimità) e Del. C.C. n° 22 del 26.02.09 (approvazione unanime, senza la partecipazione al voto del Cons. Fabrizio Petri)

 

 
PDF Stampa
Venerdì 05 Febbraio 2010 11:48

 

LUCCA - NO ALLA CITTA' DI CASTE!

Stanno tra il razzismo e la rivendicazione di una casta economica le affermazioni di alcuni esponenti della maggioranza che amministra il Comune di Lucca. Queste problematiche affermazioni compaiono nelle pagine di cronaca locale de IlTirreno  di ieri 04.02.2010 in un servizio/intervista di Barbara Antoni al Sindaco Mauro Favilla. "Niente abitazioni popolari nel centro storico perché questo diminuisce il valore dei suoi palazzi e delle attività lì impiantate". Anche se il Sindaco, nell'intervista, rifiuta queste affermazioni  che provengono dalla sua parte politica lo fa con toni così dimessi e supini che tiene a precisare che, in fondo, chi potrà abitare in affitto nei 77 appartamenti all'interno della ex manifattura dei tabacchi,in edilizia agevolata  finanziata dalla Regione, non potrà essere troppo indigente, visto il costo effettivo che comporterà la ristrutturazione....Un rifiuto...che è una rassicurazione!

Italia Nostra ribadisce: la città e il centro storico sono di tutti...come tutte le città e tutti i centri storici. Il problema del centro storico lucchese non è il censo dei suoi abitanti, ma portarvi nuovi residenti stabili e impedire che diventi un'oasi esclusivamente turistica e una Luccaland da bere e trangugiare!.

Questa la  replica inviata dal ns. presidente Roberto Mannocci a Il Tirreno

abitazionis

Il progetto PIUSS delle abitazioni in un'ala dell'ex manifattura

 

"Abbiamo letto questa mattina  l’intervista di Barbara Antoni al Sindaco Favilla in merito al progetto di circa 77 appartamenti popolari (55 di edilizia sovvenzionata e 22 di edilizia agevolata) da costruire all’interno dell’ala sud-ovest della ex Manifattura dei Tabacchi e ai rumors di contrarietà che provengono numerosi dalla maggioranza comunale.

Credo che debbano essere fatte alcune precisazioni su alcuni aspetti formali.

A. Il progetto di appartamenti popolari nell’ex manifattura non fa parte dei 14 progetti del bando PIUSS e non sono da questo finanziati tramite Regione con i milioni stanziati. Il progetto degli appartamenti popolari rientra invece in quella decina di progetti  definiti “affiancanti” il programma PIUSS per la cui realizzazione le fonti finanziarie devono fare riferimento ad altri capitoli. Ed infatti questa edilizia residenziale accede ad altri fondi regionali specifici e tramite ERP.

B. Con il via libera ai 14 progetti piuss lo stesso C.C. di Lucca (Del. C.C. 22 del 26.02.09) non approvava automaticamente anche i “progetti affiancanti”, ma stabiliva “che ulteriori eventuali interventi compresi nella programmazione generale del progetto di che trattasi saranno definiti con successivi atti di Consiglio o di Giunta come previsto dalle leggi vigenti”.

C. A nostro giudizio  la ristrutturazione che l’ERP effettuerà su questa ala della manifattura per realizzare i 77 alloggi dovrà passare da uno specifico piano attuativo da sottoporre al C.C. secondo quanto prevede l’art. 84 del vigente R.U.. L’iter per questi appartamenti, ripetiamo, è cosa totalmente diversa da quello PIUSS.

D. Un altro chiarimento dovrebbe venire dall’Amministrazione Comunale. Né l’insieme dei 14 progetti PIUSS né quelli affiancanti esauriscono tutta l’enorme volumetria dell’ex manifattura. A quali funzioni  saranno destinati gli spazi ancora non definiti ? Queste parti sono costituite dai piani superiori dell’immobile che, al piano terreno, accoglierà il Centro Attività di Contrasto al Disagio, da una parte del piano terra dello stesso immobile, da una porzione terra/tetto dell’immobile che accoglierà gli appartamenti popolari. Dimenticanze dovute all’affrettato “spezzatino” funzionale cucinato per rispettare i termini del PIUSS?

Credo che sia necessario fare alcune considerazioni anche sul piano dei contenuti.

1. Siamo rimasti molto, molto, molto colpiti nell’apprendere che talune parti della maggioranza comunale pensano che appartamenti popolari siano incompatibili  o inappropriati (sic!) nel  centro storico perché abbasserebbero il valore del contesto. E siamo rimasti colpiti anche dalle troppo timide affermazioni del Sindaco che si è sforzato di evidenziare che in fondo i nuovi residenti in questi futuri appartamenti non potranno essere “troppo poveri”.

2. Il centro storico, lo ribadiamo da tempo, deve tornare ad essere soprattutto città abitata stabilmente e non solo dimora occasionale per i fine settimana di danarosi lombardi o per le vacanze estive di ricchi americani. Una città vera, poi, è solo quella abitata da tutte le categorie di persone. Per questo il progetto di edilizia residenziale nella manifattura è uno dei pochi che salviamo all’interno del mega programma improvvisato per quest’area sud ovest del centro storico,  perché è uno dei pochi che non va nella direzione della “Lucca da bere” verso cui tende tutto il resto delle azioni amministrative. Ben vengano, quindi,  (nel rispetto di tutte le procedure di cui sopra) i 77 nuclei residenziali.

3. Potenziare la residenza stabile nel centro storico, per farlo vivere degnamente 12 mesi l’anno e per salvarlo nella sua identità urbana, per impedire che si riduca ad una Luccaland del consumo e ad una continua sagra turistica, significa dare al centro le attrezzature di vicinato scomparse o che stanno scomparendo del tutto. Un ruolo fondamentale di questo disegno potrà essere svolto anche dal Carmine….e su questo, come in passato, torneremo."

Il Presidente

Roberto Mannocci

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 10