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Mercoledì 04 Marzo 2009 15:56
UNA  “BELLA” SCAMPAGNATA….VERSO IL COLLE DELLA MAULINA - 

Tre componenti del Consiglio Direttivo, come usava in passato, hanno fatto nel caldo inverno di inizio 2008,  una scampagnata salendo sul colle verso S. Concordio di Moriano attraverso le giustamente famose colline lucchesi.
E’ nata questa ironica e al contempo drammatica nota inviata al Sindaco di Lucca.


Illustre Sig. Sindaco, sotto forma di racconto (con alcune considerazioni finali) vogliamo renderle nota una nostra recente esperienza.
In una calda giornata, tre soci dell’Associazione decidono di fare una scampagnata in auto su una delle nostre colline.
Dalla via provinciale della Freddana, attraverso un innesto reso più ampio di una piazza, imbocchiamo la via comunale per S. Concordio di M.no. Subito sulla sinistra notiamo le costruzioni, pericolosamente a ridosso di un rio, di diversi capannoni, alcuni dei tanti fatti nascere sparsi senza senso qua e là in tutta la pianura lucchese qualche decennio addietro. Ci inoltriamo nella modesta via comunale addentrandoci per il percorso collinare. Ancora sulla sinistra incontriamo costruzioni vecchie di 20/30 anni addietro (abitazioni singole e condomìni) che riempiono un tratto di zona pianeggiante a ridosso del  rio di S. Concordio.
Roba vecchia, si dirà….!…. Ma non è finita!
  • Più avanti, proprio ove finisce  la pianura, poco prima delle ex scuole elementari, vediamo un nuovo appetibile cartello (sempre sulla sinistra) “Vendesi lotti di terreno edificabili per villette”.  Per ora il pericolo sembra sia solo nell’annuncio.
  • Subito a ridosso di questi annunciati “lotti edificabili” per villette, fervono i lavori tutti attorno alle ex scuole elementari, dove a seguito di C.E. del 2001, variante del 2003 e DIA del 2004 si stanno realizzando 20 appartamenti nel volume dell’edificio integralmente ristrutturato e si sta spianando tutto a più non posso, per ricavare un bel parcheggio di 40 posti auto. Nella pratica comunale (che dopo siamo andati a ricercare) non siamo riusciti a trovare la documentazione fotografica dello stato preesistente.
  • Proprio di fronte a questo cantiere, sull’altro lato della strada ove il terreno sale con maggiore pendenza,  si sviluppa un altro “laboratorio edilizio”, frutto anch’esso di una DIA 2006 per “ampliamento di civile abitazione, parcheggio interrato e piscina”  che sostituisce un permesso a costruire del 2005. L’ampliamento in realtà consiste in più di un raddoppio del volume e dei piani della piccola villetta in pietra preesistente, ricorrendo allo stratagemma di nuovi locali sottotetto, alzando il colmo e riconfigurando la copertura, e a quello dei volumi “seminterrati”. Tutta “roba” che non viene computata come volume! Poi giochi di riporti di terreno e grandi sbancamenti tutto intorno a questo edificio/portaerei. Nella pratica comunale non abbiamo trovato alcun elaborato che riportasse quale dovesse essere in dettaglio la sistemazione esterna finale (materiali, specie arboree ecc). Nella stessa pratica esiste un’autorizzazione ambientale solo per il permesso del 2005, non per la DIA 2006 (per lo meno non siamo riusciti a trovare quella relativa alla DIA).
Scendiamo lo stradello che ci ha portato a questa costruzione e torniamo sulla via comunale della Maulina.
  • Poco più avanti, sulla sinistra, in prossimità dei campi da tennis, fanno la loro comparsa due casette lignee gemelle, ambedue  prefabbricate e con finestrature in facciata, che danno un tono “sud-tirolese” al nostro paesaggio e  delle quali non sappiamo dire niente  non essendoci alcun cartello. Non sarebbero attrezzature dei campi da tennis…ma allora cosa sono?
  • Proseguiamo il percorso in salita e incontriamo, dopo qualche curva, sul lato sinistro della strada, una teoria di cipressi (cupressus sempervirens) , anzi una “mezza teoria” poiché la metà di essi è stata abbattuta da un privato qualche anno addietro perché quegli alberi sono stati dichiarati ammalati e instabili e, quindi, per niente sostituiti (naturalmente con il passivo benestare di Comune, Collegi ambientali e Soprintendenze). Eppure, tutti (anche gli Organismi citati) dovremmo conoscere l’importanza paesaggistica per le nostre colline della presenza di cipressi!
Arrivati al bivio che costituisce anche il capolinea dell’autobus (posto qui perché dopo le strade divengono sempre più strette e difficoltose al transito), voltiamo verso destra percorrendo il crinale fino alla Villa Maulina e al suo parco.
  • Proprio sotto questa grande villa, sul lato ovest, camminando un po’ a piedi, possiamo ammirare l’intervento edilizio che è stato il prototipo,  il capostipite dello sfruttamento dei volumi non computabili, dei falsi seminterrati, del “recupero” delle baracchette provvisorie e delle trasformazioni generosamente dispensate da quel capolavoro di Regolamento Urbanistico che è in vigore, e che ha tenuto scandalo per tutta l’estate. Questa “prima portaerei collinare” si staglia perentoria e orgogliosa in quello che continuiamo a chiamare e a considerare  il “nostro meraviglioso paesaggio” ben vigilato da Comune, Collegi ambientali e Soprintendenze.
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Ma non è finita qui……
  • Tornando a percorrere il crinale lungo la strettissima via comunale, arrivati in località “Al Bevilacqua” , leggiamo, sopra edifici che sembrano abbandonati, la targa marmorea posta nel 1935: “In questa e nella vicina casa dei Bevilacqua Giosuè Carducci trascorse la maggior parte delle vacanze autunnali dal 1881 al 1883 serenamente meditando e nella dolcezza della stagione e della gradita ospitalità ritemprava a nuove battaglie lo spirito fiero”. Se questo luogo è in abbandono, proprio di fronte, invece, lungo il “viottolo” che porta alla Montata, con affaccio sul panorama del morianese, fervono altri lavori: “Demolizione e ricostruzione di fabbricati (intendi baracche, DIA 2006)/ Ampliamento di fabbricato esistente (Perm. Costr. 2007). Si è originato così un vasto intervento che cementifica diversi terrazzamenti, con volumi  sporgenti e interrati, cantine, piscina, spazi all’aperto e parcheggi …….ri-conformando un vasto tratto collinare. Di fronte a questa ristrutturazione paesaggistica c’è naturalmente l’assenso (scontato) del Collegio ambientale comunale, ma anche il “determinante” dictat della Soprintendenza che in data 17.01.07, nel dare il suo nulla-osta, prescrive che la pavimentazione della piscina sia in “pietra”!
Sconsolati per la passeggiata torniamo a casa riflettendo come segue:
  1. E’ più che probabile, anzi è certo, che se avessimo percorso un’altra qualsiasi via, che porta su una qualsiasi altra collina lucchese, avremmo visto cose del tutto analoghe
  2. .La permissività dello strumento urbanistico porta enormi danni al paesaggio, ma anche alla funzionalità dei luoghi ove le infrastrutture sono quelle che erano e certamente non possono essere adattate alle misure dei contemporanei SUV che imperverseranno su quelle colline.
  3. Non riusciamo a convincerci sull’utilità degli Organismi di controllo  che ci appaiono onerosi passaggi burocratici ininfluenti, alla fine,  nel salvare qualche cosa che non sia una “briciola”! E’ un problema di norme o di persone?

Ringraziando dell’attenzione, nella speranza che quanto riportato sia di stimolo ad operare urgentemente in maniera totalmente diversa iniziando a verificare i casi citati, inviamo i migliori saluti.

Il Presidente
(arch. Roberto Mannocci)

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