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Sabato 18 Luglio 2009 14:29

....ED ORA TUTELIAMO IL PORTO, CON UN PARCO ARCHEOLOGICO!

Ecco il documento che Italia Nostra e Legambiente hanno congiuntamente inviato alle Istituzioni dopo l'emersione dagli scavi  a S. Concordio di una piccola parte della darsena del Porto della Formica: ora occorre completare gli scavi per mettere in evidenza l'intera struttura e creare un parco archeologico nell'area per rendere fruibile questo patrimonio storico assieme ai resti archeo-industriali del gasometro ottocentesco, dicendo.........................................."steccone, addio..."!

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(Immagini estratte dal sito "http://segnidellauser.blogspot.com")

Durante gli scavi archeologici preventivi nell’area ex GESAM a S. Concordio C.da (ove si vuole realizzare il grosso complesso commerciale-terziario detto “lo steccone”), sotto la guida della Soprintendenza Archeologica della Toscana, sono emerse strutture oltremodo interessanti e importanti per la storia del territorio lucchese: dapprima (nello scorso aprile) i resti del gasometro ottocentesco e, recentissimamente, le strutture appartenenti alla darsena dell’antico Porto della Formica. E’ emerso, così,  un bel pezzo di storia urbana!

In questo porto, attraverso il fosso della Formica, arrivavano merci dal mare, legnami e prodotti delle campagne, ma anche i materiali lapidei utili alla costruzione e decorazione dei palazzi e delle Mura Urbane  provenienti dalle varie cave di calcare e verrucano dei Monti Pisani.

Sulla linea di quanto già indicato nella nostra precedente nota del 20 maggio u.s., ancor più confortati dall’attestata eccezionale valenza di tutto quanto fin qui emerso dal sottosuolo, ci sembra logico e doveroso che tali interessantissime scoperte portino al declino e all’inattuabilità dell’intervento immobiliare ivi avventatamente previsto, per far assumere alle stesse strutture archeologiche e alla loro piena valorizzazione il ruolo di matrice fondamentale nella sistemazione dell’area, in coerenza con la loro dovuta  tutela.

La programmazione del potenziamento dell’opera di scavo per portare alla luce tutto ciò che riguarda queste strutture (tra l’altro risultanti in ottimo stato di conservazione) e la realizzazione di un parco archeologico di ampio respiro per la fruizione pubblica delle stesse (come già indicato dalla stessa Soprintendenza Archeologica) ci sembrano sbocchi non solo dovuti, ma inevitabili.

E su questo sollecitiamo precisi impegni e azioni delle Istituzioni interessate.

Infine esprimiamo un sentito apprezzamento per le archeologhe Abela e Cenni e per il dott. Ciampoltrini della Soprintendenza archeologica per l’egregio lavoro scientifico fino a qui svolto e condotto.

Lucca, 18 luglio 2009

Italia Nostra, Lucca

Roberto Mannocci

Legambiente Città di Lucca

Michele Urbano

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