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Mercoledì 09 Dicembre 2009 11:42

LUCCA - GLI SPALTI DI MELMA

Riproponiamo, estraendolo dalla cronaca locale de Il Tirreno dell'8 Dicembre 2009, la nota a firma Marco Innocenti, che lamenta lo status degli spalti dell'ex "campo balilla" dopo l'utilizzo per gli enormi stands dei Games. Una situazione che immancabilmente si ripropone ogni anno, puntualmente e sempre peggio da quattro anni: prati fangosi e sconnessi rimarranno in tale stato fino al riapparire delle tenere erbe di marzo/aprile...Per sei/sette mesi l'anno l'abbrutimento di questa parte del nostro monumento più significativo è divenuta un'invariante stabile....voluta  e ammessa da tutti (dalla Direzione dei Comics, dal Comune, dall'Opera delle Mura, dalla Soprintendenza...). Gli anni scorsi ci abbiamo provato ad indicare alternative (anche meno dispendiose, come la passeggiata delle Mura, la ex manifattura....) e un timido tentativo, invero, fu fatto anche dalla Soprintendenza a fine 2007 (subito rigettata in un supino silenzio). Eppure questo uso doveva essere solo provvisorio ed emergenziale! 

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Gli spalti com'erano....e come dovrebbero essere....sempre!

"Possibile che per 4 giorni di mostra-mercato dei Comics gli spalti delle Mura dell’ex campo Balilla debbano rimanere un acquitrinio melmoso da quando iniziano i lavori di allestimento, i primi di ottobre, fino alla tarda primavera, quando il terreno, per quanto sconnesso, torna almeno a ricoprirsi d’erba? È la domanda che si pongono molti passanti, che ritengono assurdo che si offra un’immagine della città così desolante e trascurata come primo impatto per i turisti che arrivano dall’autostrada e si immettono su viale Carducci.
La situazione appare francamente paradossale. La Soprintendenza per anni si è data da fare per ridare a quel prato verde, ipervincolato come tutto il complesso delle Mura, l’originale immagine arrivando a far rimuovere, non senza polemiche, anche il campo di calcio che per decenni era stato una sorta di istituzione. Poi aveva concordato un progetto di riqualificazione che avrebbe dovuto riportare il fosso al centro del prato, togliendolo dalla base del paramento.
Nel momento in cui l’amministrazione aveva deciso di riportare dentro le Mura la mostra dei Comics (scelta giusta, meritoria e vincente sollecitata peraltro per anni dal nostro giornale) era stato ritenuto indispensabile, dagli organizzatori, destinare agli stand di Lucca Games gli spalti lungo viale Carducci. E la Soprintendenza alla fine aveva accettato, a patto che si trattasse di una soluzione provvisoria. Anche perché si sarebbe dovuto procedere con i lavori per spostare il fosso, il cui nuovo tracciato avrebbe diviso in due parti il prato, rendendo non più possibile allestire gli stand.
Nei fatti la soluzione provvisoria è diventata definitiva e il progetto di riqualificazione pare finito nel dimenticatoio. Né risulta che l’organizzazione di Lucca Comics e il Comune abbiano mai ricercato serie alternative alla collocazione degli stand dei Games. In ogni caso altre zone non sono state trovate perché, si dice, quella parte della manifestazione deve rimanere contigua agli altri stand tra piazza S. Michele e Corso Garibaldi.
Vane quindi le proposte avanzate da più parti per ospitare ad esempio gli stand sulle cortine delle Mura, dove almeno non sciuperebbero il manto verde.
Ma è allora possibile che l’amministrazione comunale tolleri che una parte così importante per l’immagine della città e l’accoglienza sia per un paio di mesi sconvolta dal via vai del montaggio e smontaggio della mostra e, per una buon metà dell’anno, dalle condizioni del prato ridotto un’enorme pozzanghera?
Che fine ha fatto l’impegno, di cui si è più volte parlato, perché l’organizzazione dei Comics provveda quanto meno a livellare il prato una volta rimossi gli stand e a risistemare subito il manto erboso? Ed è possibile che la Soprintendenza taccia e sopporti un simile vulnus all’immagine di una città d’arte che sempre più vorrebbe trarre sostentamento dal turismo di qualità che apprezza il bello?"    Marco Innocenti

 
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Venerdì 29 Maggio 2009 13:37

MURA - SICUREZZA E MANUTENZIONE - 

 

 

La  Sezione lucchese di Italia nostra interviene sulla conservazione e sicurezza delle Mura urbane di Lucca con questa nota inviata il 29 maggio al Comune, alla Soprintendenza e all’Opera delle Mura.

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Recentemente  la stampa locale è tornata ad occuparsi del tema della sicurezza e dello status delle Mura urbane di Lucca illustrando, tra l’altro, la proposta della catenella metallica da collocare sui parapetti  esterni, come segnale minimale e visivamente non invasivo del possibile pericolo.

Noi riteniamo che anche questa proposta (sicuramente di basso impatto rispetto ad altre soluzioni che di volta in volta vengono avanzate ad ogni sfortunata, e talora drammatica, caduta di  qualcuno) non sia assolutamente necessaria.

Noi siamo convinti che sicurezza, dignitoso aspetto e conservazione di questo monumento derivano quasi totalmente dalla sua costante e programmata manutenzione.

I parapetti che costeggiano il perimetro esterno della passeggiata pensile e dei baluardi troppo spesso, per incuria, non sono più tali, ma si sono trasformati in semplici cigli erbosi (foto1). Questo si verifica ove i parapetti  sono costituiti solo da terra sul loro fronte interno. Eventi atmosferici  e la frequentazione continua dell’uomo hanno fatto sì che questo fronte terrato pressoché verticale molto spesso sia crollato e che la terra così caduta  abbia comportato un innalzamento del piano di calpestio dando forma a delle specie di rampe che finiscono per invitare e favorire la salita (soprattutto anche da parte dei bambini)  sul piano in quota  degli stessi parapetti. La cosa è principalmente evidente in quasi tutti i baluardi e lungo quelle cortine che dal Baluardo S. Martino  a nord vanno verso est.

Orbene riportare questi parapetti al loro stato originario e di sicurezza per i frequentatori delle Mura significa riportare il loro fronte interno terrato in posizione verticale usando le tecniche  di stabilizzazione già positivamente sperimentate nel baluardo S. Donato oppure adottando analoghe  soluzioni offerte dalle moderne tecnologie. In questo modo (attraverso una semplice opera di restauro/manutenzione) per la consistenza del  dislivello tra il piano di calpestio e il piano dei parapetti  si impedisce di fatto l’incosciente accesso ad un’area pericolosa, tutelando in primis i bambini.

Esistono, invece, alcune puntuali situazioni di effettiva pericolosità  (v. Porta Elisa) ove è necessario ricorrere a  vere e proprie transennature metalliche.

Intervenendo sul tema della manutenzione di questo Monumento non possiamo non toccare il tema della de-costruzione e dell’asportazione vandalica dei mattoni da molti muretti e parapetti. Talora questi mattoni sono stati rimossi e portati via (purtroppo), ma  altre volte sono stati abbandonati nei pressi, in gran parte rotti  e inservibili.

Anche questi vandalismi sono potuti proliferare per mancanza di manutenzione e ripristino della malta cementizia che lega ciascuno di questi elementi agli altri (foto2) e che hanno portato alla totale scomparsa di loro intere file  (foto3) (es. Baluardo del Salvatore, Baluardo S. Croce….).

Analogo è il discorso sull’asportazione di molte pietre angolari (fenomeno particolarmente evidente nel tratto sud-est dell’anello murario) in gran parte, però, giacenti nelle vicinanze, seminascoste dall’erba sia dei baluardi che degli spalti sottostanti (foto 4).

Concludiamo questa nota sottolineando come solo  un’opera programmata e continua di manutenzione  delle Mura urbane, anche in tutti gli aspetti minimali, è in grado di garantire idonea conservazione e sicura frequentazione  di questo parco monumentale.

Questo è il nostro allarmato invito e il nostro pressante sollecito.

 

Ringraziamo dell’attenzione e salutiamo distintamente.

 

           Il Presidente

(arch. Roberto Mannocci)

 

 
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