LUCCA, LA SETA, IL PAESAGGIO AGRARIO
Una proposta di Italia Nostra per la candidatura Unesco
Questa la nota inviata dalla Sezione al Comune di Lucca, alla Soprintendenza e all'apposito Ufficio Ministeriale del patrimonio Unesco per proporre un'integrazione del rapporto tra il territorio lucchese e l'arte serica con le corti e il paesaggio agrario dei gelsi all'interno del programma per l'inserimento di Lucca nella Lista del Patrimonio Unesco.
(Immagine tratta dal sito www.piccolapenna.it)
L’Amministrazione Comunale di Lucca in accordo con la Soprintendenza ai BAPSAE di Lucca e con l’apporto di un gruppo di lavoro apposito sta predisponendo la documentazione per far inserire Lucca tra i Siti Unesco patrimonio dell’umanità quale città mercantile legata alla Via della Seta. Italia Nostra se ne rallegra ed auspica che l’inserimento di Lucca tra i patrimoni mondiali possa avere pieno successo, dopo i tentativi inconclusi del passato.
Le fasi di questo progetto-iniziativa, come è stato recentemente illustrato, sono le seguenti:
1. individuazione delle varie strutture e degli edifici emblematici della produzione e del commercio della seta da tutelare;
2. studio di fattibilità per restaurare e valorizzare questi luoghi;
3. elaborazione del dossier per l’inserimento di Lucca come tappa fondamentale della Via della Seta che si snoda dalla Cina all’Europa.
Questa Associazione si sente di proporre agli organismi in indirizzo un aspetto particolare che lega il più vasto territorio lucchese, e non solo il centro storico, all’arte serica: la coltivazione del gelso e l’allevamento del baco per la vendita alle filande per la produzione locale della seta.
Amplissima parte della campagna lucchese è stata in passato strutturata per questa coltivazione (basti ricordare le dettagliate testimonianze di Michel de Montaigne e di molti successivi viaggiatori del Grand Tour), tanto da segnarne il paesaggio con le file di gelsi ‘maritati’ alle viti a delimitazione dei campi e con le corti rurali ove si esercitava l’allevamento dei bachi per la formazione dei bozzoli.
Noi pensiamo che proprio il tema della seta possa rappresentare l’opportunità per un’operazione indifferibile (anche parziale, limitata e a mo’ di esempio) di restauro paesaggistico dell’ambiente agrario e delle corti rurali, un patrimonio, come più volte abbiamo avuto occasione di segnalare dal 2004 in occasione della mostra/convegno da noi organizzati, a rischio di scomparsa definitiva. Italia Nostra ritiene che lo stretto rapporto tra Lucca e l’arte della seta non possa trascurare il territorio agrario e le prime rudimentali strutture costituite dalle corti ove si concretizzava la produzione della materia prima. Alcune Associazioni locali, tra l’altro, hanno raccolto diverso materiale documentario.
Nel 2004, in occasione della nostra mostra-convegno, individuammo alcuni dei possibili ambiti territoriali risparmiati dal caotico sviluppo edilizio e industriale sparso (ad es. quelli di S. Alessio in prossimità del Serchio) ove ancora erano possibili, con operazioni mirate, una tutela, un restauro e un recupero del paesaggio agrario e insediativo/produttivo tradizionale.
Inutile sottolineare la grande valenza culturale, ambientale, didattica ed anche turistica di una iniziativa di questo genere. Costituirebbe, tra l’altro, un ampliamento di quella “Rete del Verde” che caratterizza molte delle iniziative che interessano Lucca e il suo territorio e nelle quali, come abbiamo indicato in passato, risiede il suo coerente e confacente sviluppo.
Non sottovalutiamo le difficoltà insite in questo tipo di operazione che coinvolge proprietà e strutture private (come d’altronde nel caso della stessa Via del Fosso, già inserita nel programma), ma riteniamo che sia un completamento ineliminabile dell’interessante iniziativa.
Disponibili ad ogni chiarimento, ringraziamo dell’attenzione e inviamo i migliori saluti.
ll Presidente (arch. Roberto Mannocci)
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