Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
lucca@italianostra.org
0583 48461

 

 

PDF Stampa
Giovedì 03 Giugno 2010 11:00

QUESITI SULL'EX CASERMA

mazzini-1

mazzini2

Nel complesso della ex caserma Mazzini (dopo il conferimento del Comune alla Polis SpA) abbiamo assistito alla costruzione del parcheggio interrato, alla nascita del lungo biscione con i 64 appartamenti (denominati ‘I Cantici’), alla sistemazione dell’area libera ad aiuole ‘irraggiungibili’ denominata ‘Giardino degli Osservanti’ (tutte opere eseguite direttamente da Polis quando era ancora una società mista pubblico/privata) ed abbiamo assistito anche ai lavori alla ‘Stecca’ da parte della Fondazione della CRL, cui l’immobile era stato venduto dalla stessa Polis..

Dopo tutte queste novità la situazione attuale solleva questi quesiti.

1. A distanza di due anni dal termine dei lavori nell’area libera, ancora una consistente parte a sud del grande piazzale è recintata e lasciata nel totale degrado. In quest’area sorgevano tettoie e una serie di edifici semi-diroccati in mattoni, di supporto al funzionamento della ex caserma, tutti abbattuti per sfruttarne il volume nella costruzione del grande biscione (v. foto 1). Non sappiamo i motivi di questo ritardo da parte di Polis anche perché quest’area è parte integrante dell’area libera e insieme a questa avrebbe dovuto essere conclusa.

2. Altra parte non-finita in un ambito ‘finito’ abbiamo notato anche nella fascia in asfalto ‘natura’ che fiancheggia il muro est che separa lo spiazzo libero dall’ambito della palestra (v. foto 2). Anche per questo ‘lascito’ non sappiamo comprendere le motivazioni.

3. Nel lato nord esisteva un passaggio pubblico che metteva direttamente in comunicazione il complesso con via del Fosso. Ad oggi permangono ancora i segni di un passaggio pedonale che scorre tra il biscione e il muro di confine a nord. Ma a questo passaggio è possibile accedere, dall’interno dell’ex caserma, solo tramite i cancelli di color verde chiaro facenti parte integrante dell’immobile e quindi, presumiamo, gestiti direttamente dai proprietari di questi appartamenti (v. foto 3, 4). In breve, sembra proprio che tutto il percorso pedonale a nord del biscione sia divenuto spazio di accesso agli appartamenti e proprietà condominiale degli stessi. Un chiarimento dell’Amministrazione comunale sarebbe opportuno e doveroso.

Questa Associazione si è già espressa in passato sia sull’intervento speculativo del biscione (confacente più ad una periferia urbana che ad un centro storico… e al nostro centro storico in particolare) sia sulla strutturazione scelta per il ‘Giardino’, con un ‘verde’ in gran parte non vivibile, sia ancora sull’intera filosofia di questo recupero molto immobiliare e poco urbano, ma chiede che, per lo meno, non siano lesi i benefici pubblici esistenti e si proceda a concludere degnamente e urgentemente le parti non-finite.

mazzini3

mazzini4

 
PDF Stampa
Martedì 18 Maggio 2010 09:36

LUCCA, LA SETA, IL PAESAGGIO AGRARIO

Una proposta di Italia Nostra per la candidatura Unesco

Questa la nota inviata dalla Sezione al Comune di Lucca, alla Soprintendenza e all'apposito Ufficio Ministeriale del patrimonio Unesco per proporre  un'integrazione del rapporto tra il territorio lucchese e l'arte serica con le corti e il paesaggio agrario dei gelsi all'interno del programma per l'inserimento di Lucca nella Lista del Patrimonio Unesco.

(Immagine tratta dal sito www.piccolapenna.it)

L’Amministrazione Comunale di Lucca in accordo con la Soprintendenza ai BAPSAE di Lucca e con l’apporto di un gruppo di lavoro apposito sta predisponendo la documentazione per far inserire Lucca tra i Siti Unesco patrimonio dell’umanità quale città mercantile legata alla Via della Seta. Italia Nostra se ne rallegra ed auspica che l’inserimento di Lucca tra i patrimoni mondiali possa avere pieno successo, dopo i tentativi inconclusi del passato.

Le fasi di questo progetto-iniziativa, come è stato recentemente illustrato, sono le seguenti:

1. individuazione delle varie strutture e degli edifici emblematici della produzione e del commercio della seta da tutelare;

2. studio di fattibilità per restaurare e valorizzare questi luoghi;

3. elaborazione del dossier per l’inserimento di Lucca come tappa fondamentale della Via della Seta che si snoda dalla Cina all’Europa.

Questa Associazione si sente di proporre agli organismi in indirizzo un aspetto particolare che lega il più vasto territorio lucchese, e non solo il centro storico, all’arte serica: la coltivazione del gelso e l’allevamento del baco per la vendita alle filande per la produzione locale della seta.

Amplissima parte della campagna lucchese è stata in passato strutturata per questa coltivazione (basti ricordare le dettagliate testimonianze di Michel de Montaigne e di molti successivi viaggiatori del Grand Tour), tanto da segnarne il paesaggio con le file di gelsi ‘maritati’ alle viti a delimitazione dei campi e con le corti rurali ove si esercitava l’allevamento dei bachi per la formazione dei bozzoli.

Noi pensiamo che proprio il tema della seta possa rappresentare l’opportunità per un’operazione indifferibile (anche parziale, limitata e a mo’ di esempio) di restauro paesaggistico dell’ambiente agrario e delle corti rurali, un patrimonio, come più volte abbiamo avuto occasione di segnalare dal 2004 in occasione della mostra/convegno da noi organizzati, a rischio di scomparsa definitiva. Italia Nostra ritiene che lo stretto rapporto tra Lucca e l’arte della seta non possa trascurare il territorio agrario e le prime rudimentali strutture costituite dalle corti ove si concretizzava la produzione della materia prima. Alcune Associazioni locali, tra l’altro, hanno raccolto diverso materiale documentario.

Nel 2004, in occasione della nostra mostra-convegno, individuammo alcuni dei possibili ambiti territoriali risparmiati dal caotico sviluppo edilizio e industriale sparso (ad es. quelli di S. Alessio in prossimità del Serchio) ove ancora erano possibili, con operazioni mirate, una tutela, un restauro e un recupero del paesaggio agrario e insediativo/produttivo tradizionale.

Inutile sottolineare la grande valenza culturale, ambientale, didattica ed anche turistica di una iniziativa di questo genere. Costituirebbe, tra l’altro, un ampliamento di quella “Rete del Verde” che caratterizza molte delle iniziative che interessano Lucca e il suo territorio e nelle quali, come abbiamo indicato in passato, risiede il suo coerente e confacente sviluppo.

Non sottovalutiamo le difficoltà insite in questo tipo di operazione che coinvolge proprietà e strutture private (come d’altronde nel caso della stessa Via del Fosso, già inserita nel programma), ma riteniamo che sia un completamento ineliminabile dell’interessante iniziativa.

 

Disponibili ad ogni chiarimento, ringraziamo dell’attenzione e inviamo i migliori saluti.

ll Presidente (arch. Roberto Mannocci)

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 Succ. > Fine >>

Pagina 2 di 7