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| Mercoledì 23 Giugno 2010 12:55 | |||||||
CAPANNORI - ARCUS & VILLA MANSIIndaga la Corte dei ContiDa Il Tirreno, 22 GIUGNO 2010 - Attualità Finanziamenti pubblici per il restauro, poi il bene fu venduto a privati e lo Stato stette a guardare
La Corte dei Conti indaga sul restauro di Villa Mansi a Segromigno, lavoro finanziato dalla società pubblica Arcus, coinvolta nell’inchiesta G8. La storica residenza recentemente è stata venduta dalla proprietaria ad una società privata.
Secondo il segretario generale della Uil di settore, Gianfranco Cerasoli, che ieri ne ha parlato a Roma, sarebbe opportuno che la magistratura si occupasse dell’attività di Arcus, la Spa in condominio tra ministeri dei beni culturali e delle infrastrutture su cui, per il sindacalista, potrebbero esserci sospetti anche a proposito di Villa Mansi.
Cerasoli ricorda che sulla vendita lo Stato non ha esercitato la prelazione e spiega che «c’è l’indagine della Corte dei Conti, avviata già da qualche mese, sul finanziamento concesso per Villa Mansi dalla Spa il 7 luglio del 2004, quando i ministri della cultura e delle infrastrutture erano Giuliano Urbani e Pietro Lunardi».
In quest’ultimo caso, si tratta, precisa il sindacalista, «di un contributo di 1,5 milioni di euro che la società statale stanziò per il restauro della dimora, allora di proprietà di Claudia Barsella, vedova di Marino Salom, e delle figlie Margherita e Rugiada».
La legge, sottolinea Cerasoli, «prevede che quando lo Stato interviene per finanziare il restauro di un bene appartenente a privati, questo venga poi reso fruibile al pubblico. Questo per Villa Mansi non avvenne: nel 2009, quindi 5 anni dopo il finanziamento statale, la casa venne venduta per 8 milioni alla San Michele srl di Pistoia e lo Stato non esercitò il diritto di prelazione».
Secondo Cerasoli «l’intervento della magistratura sulla Spa ministeriale - dice - sarebbe opportuno anche per evitare che documenti importanti si dovessero improvvisamente volatilizzare».
In serata da Roma ha replicato il direttore di Arcus, Pietrabissa: la villa era fatiscente, abbiamo dato un contributo, poi è stata aperta al pubblico. Ma un anno fa è stata venduta e chiusa «provvisoriamente» per ulteriori lavori.
Sul caso della cessione della villa c’era stato a Lucca un ampio dibattito. Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Capannori sotto il cui territorio la villa ricade, aveva valutato la possibilità che fosse il Comune ad acquistarla ma la somma necessaria era insostenibile per le finanze dell’ente. Nella fase delle trattative c’erano stati anche interventi di associazioni come Italia Nostra (v. su questo sito DOCUMENTI - Beni Culturali - "Monitoriamo la Villa!") che avevano espresso il timore che la ristrutturazione della villa potesse modificarne i caratteri, peraltro vincolati dalla Soprintendenza.
Successivamente, si era appurato che al Comune era stato solo chiesto il permesso, dalla nuova proprietà, per il recupero delle strutture di servizio annesse alla dimora.
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