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Venerdì 11 Dicembre 2009 14:58

- S. PIETRO A MARCIGLIANO -

 

Estraiamo da Il Tirreno del 10.12.09 questo articolo.

 

 Iniziano i lavori per restaurare la chiesa di S. Pietro a Marcigliano.

ARIANNA BOTTARI

CAPANNORI. Partiranno con il nuovo anno i lavori di recupero della chiesa di S. Pietro a Marcigliano. Il monitoraggio effettuato sulla struttura ha dato un riscontro positivo (l’edificio è stabile) e l’intervento sullo smottamento a monte della chiesa curato dal Comune pare aver arrestato i movimenti del terreno.
Si inizierà con la ristrutturazione del campanile e del porticato esterno.
Da decenni gli abitanti attendono che la chiesa venga recuperata: forse questa sarà la volta buona. Sembra infatti che i lavori siano davvero vicini, come conferma l’architetto Maurizio Silva, che segue la vicenda per conto della parrocchia (e della Curia). «Tutti gli enti preposti, dalla Curia al Comune di Capannori passando per la soprintendenza e le fondazioni Cassa di Risparmio e Banca del Monte, si sono attivati per far partire gli interventi. Nei primi mesi del nuovo anno avremo a disposizione 50mila euro per ristrutturare il campanile e il porticato. Saranno lavori risolutivi».
La chiesa è uno dei gioielli che si incontrano sulle colline del Capannorese. Costruita in pietra di Matraia nel XII secolo, ha subito nei secoli varie modifiche. Da tempo non è più aperta al culto e da alcuni anni versa in condizioni di notevole abbandono, con danni alla struttura ben visibili. Uno smottamento verificatosi a nord dell’edificio aveva contribuito a complicare la situazione.
La frana, per fortuna, non rappresenta più un problema. «La messa in sicurezza è andata a buon fine - spiega il vicesindaco Luca Menesini -. Da alcuni mesi abbiamo inoltre attivato il monitoraggio dell’area che andrà avanti per due anni. Al momento sembra che il movimento del versante si sia arrestato grazie ai lavori. Ogni tre mesi avremo a disposizione i risultati del monitoraggio, così da avere un quadro puntuale della situazione da utilizzare per programmare i lavori sulla chiesa».
Lavori attesi con trepidazione dal comitato paesano di S. Pietro a Marcigliano. Il comitato si è formato nel 2008 e proprio nel novembre di quell’anno ha presentato una raccolta di firma all’amministrazione comunale di Capannori per sollecitare il recupero dell’edificio sacro.

“Le situazioni più urgenti riguardano il campanile e il porticato esterno” spiega Daniele Benedetti. “Per quanto riguarda il campanile, è crollato uno dei quattro spioventi e il trave che regge le campane è danneggiato. Il porticato è da rifare completamente. Sappiamo che il monitoraggio della struttura ha confermato che l’edificio è stabile. Pare che anche il movimento franoso sia stato arrestato. Speriamo che la ristrutturazione possa partire il prima possibile”.

 

Quanto si riporta nell'articolo è l'auspicio di "Italia Nostra" , del Comitato "PerSPietro" e dell'Associazione "Piccola Penna" , che si fecero promotori oltre un anno fa di una campagna di sensibilizzazione sul degrado del monumento e di una raccolta di firme per il suo urgente recupero (circa 1700 in poco più di 1 mese). Da allora fu coordinato dal Vice-Sindaco Menesini un tavolo di concertazione tra gli Enti interessati cui erano invitate anche le tre Associazioni suddette. Ma se è sicuramente vero che il monitoraggio del terreno (iniziato puntualmente nel settembre scorso da parte dell'Amministrazione comunale) ha dato risultati rassicuranti sulla stabilità del versante, però non ci sembra che siano stati superati tutti gli interrogativi per iniziare e portare a conclusione gli interventi utili a far tornare l'edificio alla sua  fruibilità. Infatti il monitoraggio dovrebbe essere protratto almeno fino oltre il prossimo settembre, non sembra ancora chiarito con la Soprintendenza l'intero iter (e nemmeno il costo) degli interventi necessari anche sul tetto diroccato della chiesa, sulla facciata, all'interno della navata e nell'abside oltre che nei locali annessi alla chiesa e soprattutto non è ancora coperto il finanziamento per fare tutto questo. Sarebbe auspicabile un nuovo tavolo di concertazione per fare chiarezza e cercare di risolvere tutto l'irrisolto.

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La chiesa di S. Pietro a Marcigliano fotografata al termine del 2008 (dal sito www.sanpietroamarcigliano.it)

 
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Mercoledì 09 Dicembre 2009 11:42

LUCCA - GLI SPALTI DI MELMA

Riproponiamo, estraendolo dalla cronaca locale de Il Tirreno dell'8 Dicembre 2009, la nota a firma Marco Innocenti, che lamenta lo status degli spalti dell'ex "campo balilla" dopo l'utilizzo per gli enormi stands dei Games. Una situazione che immancabilmente si ripropone ogni anno, puntualmente e sempre peggio da quattro anni: prati fangosi e sconnessi rimarranno in tale stato fino al riapparire delle tenere erbe di marzo/aprile...Per sei/sette mesi l'anno l'abbrutimento di questa parte del nostro monumento più significativo è divenuta un'invariante stabile....voluta  e ammessa da tutti (dalla Direzione dei Comics, dal Comune, dall'Opera delle Mura, dalla Soprintendenza...). Gli anni scorsi ci abbiamo provato ad indicare alternative (anche meno dispendiose, come la passeggiata delle Mura, la ex manifattura....) e un timido tentativo, invero, fu fatto anche dalla Soprintendenza a fine 2007 (subito rigettata in un supino silenzio). Eppure questo uso doveva essere solo provvisorio ed emergenziale! 

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Gli spalti com'erano....e come dovrebbero essere....sempre!

"Possibile che per 4 giorni di mostra-mercato dei Comics gli spalti delle Mura dell’ex campo Balilla debbano rimanere un acquitrinio melmoso da quando iniziano i lavori di allestimento, i primi di ottobre, fino alla tarda primavera, quando il terreno, per quanto sconnesso, torna almeno a ricoprirsi d’erba? È la domanda che si pongono molti passanti, che ritengono assurdo che si offra un’immagine della città così desolante e trascurata come primo impatto per i turisti che arrivano dall’autostrada e si immettono su viale Carducci.
La situazione appare francamente paradossale. La Soprintendenza per anni si è data da fare per ridare a quel prato verde, ipervincolato come tutto il complesso delle Mura, l’originale immagine arrivando a far rimuovere, non senza polemiche, anche il campo di calcio che per decenni era stato una sorta di istituzione. Poi aveva concordato un progetto di riqualificazione che avrebbe dovuto riportare il fosso al centro del prato, togliendolo dalla base del paramento.
Nel momento in cui l’amministrazione aveva deciso di riportare dentro le Mura la mostra dei Comics (scelta giusta, meritoria e vincente sollecitata peraltro per anni dal nostro giornale) era stato ritenuto indispensabile, dagli organizzatori, destinare agli stand di Lucca Games gli spalti lungo viale Carducci. E la Soprintendenza alla fine aveva accettato, a patto che si trattasse di una soluzione provvisoria. Anche perché si sarebbe dovuto procedere con i lavori per spostare il fosso, il cui nuovo tracciato avrebbe diviso in due parti il prato, rendendo non più possibile allestire gli stand.
Nei fatti la soluzione provvisoria è diventata definitiva e il progetto di riqualificazione pare finito nel dimenticatoio. Né risulta che l’organizzazione di Lucca Comics e il Comune abbiano mai ricercato serie alternative alla collocazione degli stand dei Games. In ogni caso altre zone non sono state trovate perché, si dice, quella parte della manifestazione deve rimanere contigua agli altri stand tra piazza S. Michele e Corso Garibaldi.
Vane quindi le proposte avanzate da più parti per ospitare ad esempio gli stand sulle cortine delle Mura, dove almeno non sciuperebbero il manto verde.
Ma è allora possibile che l’amministrazione comunale tolleri che una parte così importante per l’immagine della città e l’accoglienza sia per un paio di mesi sconvolta dal via vai del montaggio e smontaggio della mostra e, per una buon metà dell’anno, dalle condizioni del prato ridotto un’enorme pozzanghera?
Che fine ha fatto l’impegno, di cui si è più volte parlato, perché l’organizzazione dei Comics provveda quanto meno a livellare il prato una volta rimossi gli stand e a risistemare subito il manto erboso? Ed è possibile che la Soprintendenza taccia e sopporti un simile vulnus all’immagine di una città d’arte che sempre più vorrebbe trarre sostentamento dal turismo di qualità che apprezza il bello?"    Marco Innocenti

 
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