Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
lucca@italianostra.org
0583 48461

 

 

PDF Stampa
Martedì 18 Maggio 2010 09:36

LUCCA, LA SETA, IL PAESAGGIO AGRARIO

Una proposta di Italia Nostra per la candidatura Unesco

Questa la nota inviata dalla Sezione al Comune di Lucca, alla Soprintendenza e all'apposito Ufficio Ministeriale del patrimonio Unesco per proporre  un'integrazione del rapporto tra il territorio lucchese e l'arte serica con le corti e il paesaggio agrario dei gelsi all'interno del programma per l'inserimento di Lucca nella Lista del Patrimonio Unesco.

(Immagine tratta dal sito www.piccolapenna.it)

L’Amministrazione Comunale di Lucca in accordo con la Soprintendenza ai BAPSAE di Lucca e con l’apporto di un gruppo di lavoro apposito sta predisponendo la documentazione per far inserire Lucca tra i Siti Unesco patrimonio dell’umanità quale città mercantile legata alla Via della Seta. Italia Nostra se ne rallegra ed auspica che l’inserimento di Lucca tra i patrimoni mondiali possa avere pieno successo, dopo i tentativi inconclusi del passato.

Le fasi di questo progetto-iniziativa, come è stato recentemente illustrato, sono le seguenti:

1. individuazione delle varie strutture e degli edifici emblematici della produzione e del commercio della seta da tutelare;

2. studio di fattibilità per restaurare e valorizzare questi luoghi;

3. elaborazione del dossier per l’inserimento di Lucca come tappa fondamentale della Via della Seta che si snoda dalla Cina all’Europa.

Questa Associazione si sente di proporre agli organismi in indirizzo un aspetto particolare che lega il più vasto territorio lucchese, e non solo il centro storico, all’arte serica: la coltivazione del gelso e l’allevamento del baco per la vendita alle filande per la produzione locale della seta.

Amplissima parte della campagna lucchese è stata in passato strutturata per questa coltivazione (basti ricordare le dettagliate testimonianze di Michel de Montaigne e di molti successivi viaggiatori del Grand Tour), tanto da segnarne il paesaggio con le file di gelsi ‘maritati’ alle viti a delimitazione dei campi e con le corti rurali ove si esercitava l’allevamento dei bachi per la formazione dei bozzoli.

Noi pensiamo che proprio il tema della seta possa rappresentare l’opportunità per un’operazione indifferibile (anche parziale, limitata e a mo’ di esempio) di restauro paesaggistico dell’ambiente agrario e delle corti rurali, un patrimonio, come più volte abbiamo avuto occasione di segnalare dal 2004 in occasione della mostra/convegno da noi organizzati, a rischio di scomparsa definitiva. Italia Nostra ritiene che lo stretto rapporto tra Lucca e l’arte della seta non possa trascurare il territorio agrario e le prime rudimentali strutture costituite dalle corti ove si concretizzava la produzione della materia prima. Alcune Associazioni locali, tra l’altro, hanno raccolto diverso materiale documentario.

Nel 2004, in occasione della nostra mostra-convegno, individuammo alcuni dei possibili ambiti territoriali risparmiati dal caotico sviluppo edilizio e industriale sparso (ad es. quelli di S. Alessio in prossimità del Serchio) ove ancora erano possibili, con operazioni mirate, una tutela, un restauro e un recupero del paesaggio agrario e insediativo/produttivo tradizionale.

Inutile sottolineare la grande valenza culturale, ambientale, didattica ed anche turistica di una iniziativa di questo genere. Costituirebbe, tra l’altro, un ampliamento di quella “Rete del Verde” che caratterizza molte delle iniziative che interessano Lucca e il suo territorio e nelle quali, come abbiamo indicato in passato, risiede il suo coerente e confacente sviluppo.

Non sottovalutiamo le difficoltà insite in questo tipo di operazione che coinvolge proprietà e strutture private (come d’altronde nel caso della stessa Via del Fosso, già inserita nel programma), ma riteniamo che sia un completamento ineliminabile dell’interessante iniziativa.

 

Disponibili ad ogni chiarimento, ringraziamo dell’attenzione e inviamo i migliori saluti.

ll Presidente (arch. Roberto Mannocci)

 

 
PDF Stampa
Lunedì 10 Maggio 2010 08:59

LUCCA – NO ALLA CANCELLAZIONE DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA

nuovoanfiteatro

L’Amministrazione Comunale di Lucca ha programmato la vandalica cancellazione del Parco della Rimembranza di Piazzale Verdi (sorto tra il 1924 e il 1928 all’interno del centro storico proprio a glorificazione e memoria dei caduti della prima guerra mondiale).

Per far posto ad una assolata, nuda grande ellisse prativa, scavata per 1 metro nel terreno e circondata tutta da un’alta siepe di alloro di 3 metri che ‘chiude’ l’asse tra Quartiere di S.Anna, Porta S. Anna e Via Vittorio Emanuele, per realizzare questo progetto PIUSS di un “Nuovo Anfiteatro” per ospitare “eventi” all’aperto, il Comune cancella l’intera struttura del Parco Rimembranza, sposta arbitrariamente il Luogo del Ricordo piazzando gli elementi scultorei del Faro Monumentale e della Pietra del Carso, come fossero ‘birilli’ a sé stanti e non facenti parte di una più ampia configurazione architettonico-urbanistica, sul baluardo S. Donato delle Mura, assieme ad alcuni lecci (che saranno incapaci con i loro 90 anni, sulle spalle e nelle radici, a sopravvivere alla trasmigrazione forzata). In concreto si cancella un secolo di storia urbana e ci si ‘diletta’ ad evocare con approssimazione quella di due secoli fa (secondo gli autori la nuova ellisse vorrebbe evocare, ma in modo del tutto falso per forma, dimensione e ubicazione, l’anfiteatro in legno per le corse dei cavalli che lì, nel Prato del Marchese, veniva montato, assai prima dell’apertura della Porta nella cortina muraria nel 1910).

Questa operazione, che per quanto sopra detto giudichiamo antistorica, culturalmente ‘criminale’, anti-urbana ed inutile (la capienza dell’ellisse è di pochissimo superiore a quello che offre Piazza Napoleone), costa ben 3.160.000 € di fondi europei e costerà ben 2.150.000 € di fondi comunali. Fondi che non esistono nelle vuote casse locali e per i quali si dovrà ricorrere ad un prestito, per onorare il quale il Comune ha già deciso di vendere, a chi vuole lui in una trattativa tutta privata, la chiesa di S. Francesco con l’intero convento che aveva acquistato appena 5 anni fa, scippandolo a un privato e alla Provincia di Lucca valendosi del diritto di prelazione.

Contro la realizzazione di un progetto che barbaramente cancella testimonianze della storia patria e della storia urbana lucchese perché vuole cancellare il ‘900, questa Associazione interverrà nelle sedi più opportune, contestando anche l’arbitrio operato dal Soprintendente Malchiodi che, nel suo brevissimo interim nell’Ufficio lucchese (1 settembre 2009/28 febbraio 2010), andando contro quanto sostenuto dalla Soprintendente titolare che lo ha preceduto e dagli Uffici, immotivatamente lo ha autorizzato, disinteressandosi di tutte le particolari tutele di legge che gravano sulle Memorie della Grande Guerra.

E’ possibile una diversa riqualificazione di Piazzale Verdi: essa parte con il già programmato e indispensabile allontanamento dei capolinea dei bus, prosegue nell’assegnazione del ruolo di attrezzatura pedonale a quest’area valorizzandola senza intaccare la struttura del Parco della Rimembranza, continua nel restauro filologico di questo insieme storico, e si conclude nella conservazione dell’asse fisico e visivo che, attraverso Porta S. Anna, lega il centro storico al quartiere più popoloso esterno alla cerchia muraria.

Qualificazione ambientale, rispetto della Memoria storica e indispensabile economia nei costi…..saranno interamente assicurati.

Lucca, 10.05.2010

Il Presidente

(arch. Roberto Mannocci)

statoattualeweb

nuovoanf

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 5