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Venerdì 12 Febbraio 2010 18:51

 

I LAVORI PARTONO! BENE, MA COME PARTONO?


Stamani 12 febbraio 2010 una nota giornalistica di Arianna Bottari su Il Tirreno, riferisce che effettivamente i lavori di restauro alla Chiesa di S. Pietro a Marcigliano (Capannori) stanno per partire, poiché la Soprintendenza locale ha rilasciato l'autorizzazione!

Italia Nostra, il Comitato "PerSanPietro" e l'Associazione "Piccola Penna" nel 2008 lanciarono una campagna di sensibilizzazione sul problema di questa chiesa, in stato pietoso, in ulteriori pericoli di crollo e in abbandono da un trentennio, coinvolgendo tutti gli Enti interessati. Oggi non può che rallegrarsi della notizia....., purtroppo due cose sembra che non siano ancora chiarite:

A. i fondi a disposizione sono per ora solo i 50.000 € stanziati dalla FCRL, ma sono solo una parte piccolissima di quelli che occorrono, essendo tutto l'immobile in uno stato disastroso;

B. il progetto di intervento è stato approvato, ma non si sa ancora da dove partire......se dal campanile, dal tetto, dal portico....tutte cose urgenti!

 

Italia Nostra, nel dare la sua disponibilità a sollecitare o ricercare altre forme di finanziamento presso Enti e persone, spera che il lotto con cui si darà l'avvio ai lavori possa essere di dimensione tale da poter essere concluso con i fondi disponibili, per non lasciare i lavori a metà.

Ecco l'articolo sopra citato.

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Partono i lavori per la chiesa
S. PIETRO A MARCIGLIANO. Partiranno presto i lavori di ristrutturazione della chiesa di S. Pietro a Marcigliano.
La Soprintendenza ha finalmente rilasciato l’autorizzazione necessaria e adesso non rimane che presentare la dichiarazione di inizio lavori all’ufficio urbanistica del comune di Capannori.
Sono circa 30 anni che gli abitanti della frazione collinare aspettano che la chiesa, colpita anche da una frana, venga recuperata e restituita al paese. «Ho appena ritirato l’autorizzazione dagli uffici della Soprintendenza». A parlare e a dare la buona notizia è l’architetto Maurizio Silva, incaricato dalla Curia della ristrutturazione della chiesa di S. Pietro.
«Confermato anche il finanziamento di 50mila euro messo a disposizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca - prosegue Silva -. Direi dunque che siamo pronti a partire. L’ultimo passaggio burocratico prevede la presentazione della dichiarazione di inizio lavori al comune di Capannori, passaggio che faremo nei prossimi giorni».
La chiesa è uno dei gioielli che si incontrano sulle colline del Capannorese.
Costruita in pietra di Matraia nel XII secolo, ha subito nei secoli varie modifiche. Da tempo non è più aperta al culto e da alcuni anni versa in condizioni di notevole abbandono, con danni alla struttura ben visibili.
Uno smottamento verificatosi a nord dell’edificio aveva contribuito a complicare ulteriormente la situazione.
Il problema della frana è stato risolto; nei mesi scorsi, infatti, il comune di Capannori ha avviato un’attività di monitoraggio che proseguirà per due anni e che già ha portato a risultati incoraggianti: la situazione è stabile, la terra non si muove più in quella zona. La risposta che tutti attendevano per proseguire con il recupero dell’edificio di culto.
Non è ancora chiaro, tuttavia, come si procederà nel recupero. Se si inizierà dal tetto (in parte sostituito alla meglio con delle lamiere per evitare eccessive infiltrazioni d’acqua) o dalla ristrutturazione del campanile e del porticato, crollato alcuni anni fa.
Queste le situazioni più urgenti, come lo stesso architetto Silva aveva spiegato in dicembre, quando ancora si attendeva l’autorizzazione a procedere dalla Soprintendenza.
«L’importante è che qualcosa si sia finalmente mosso e che si dia inizio alla fase finale del percorso intrapreso, ovvero la vera e propria ristrutturazione», dice Daniele Benedetti, del comitato S. Pietro a Marcigliano che da due anni segue i risvolti della vicenda. Era stato proprio il comitato, due anni fa, a riaprire il dibattito sul recupero della chiesa presentando una raccolta di firme al comune di Capannori.
«Sono molto soddisfatto del deciso passo in avanti rappresentato dall’autorizzazione della Soprintendenza - conclude Benedetti -, sono anni che attendiamo questa notizia. Spero che la chiesa torni al più presto ad essere uno dei gioielli architettonici che impreziosiscono le nostre colline».

 
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Lunedì 08 Febbraio 2010 12:41

VOGLIAMO UNA SOPRINTENDENZA EFFICACE!

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In data 08.02.2010 la Sezione di Lucca ha inviato la seguente nota ai vertici  nazionali e regionali del Ministero (MiBAC). 

Sono appena cinque anni che è stata istituita la Soprintendenza di Lucca e Massa e, alla fine di questo mese di febbraio, il quinto Soprintendente (arch. Guglielmo Malchiodi) che si è succeduto in questo ruolo terminerà l’incarico per iniziare il proprio periodo di quiescenza programmato da tempo.

Per i cinque Soprintendenti succeduti in questi cinque anni (Ficacci, Paolucci, Santi, Lapi, Malchiodi), che contemporaneamente  avevano da svolgere altri impegnativi incarichi ministeriali o non  in sedi distanti da quella lucchese (Viterbo, Firenze, Genova, Pisa), non è stato possibile impiantare ed ordinare un vero Ufficio che desse garanzia di continuità, di coordinamento e di efficacia nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale.

L’interim al vertice è stato ed è ancora accompagnato da una pianta organica inesistente, da un insieme di funzionari anch’essi in gran parte “comandati” provvisoriamente (ad esclusione di un piccolo gruppetto di ministeriali di ruolo) e provenienti da diversi settori pubblici senza specifica preparazione nel settore e che solo con un impegno volontario riescono a far sopravvivere questa Istituzione. Fatto sta, però, che anche questi vengono e vanno, cambiano continuamente e, appena maturato un minimo di esperienza, sono richiamati dall’Ente di provenienza per le proprie legittime esigenze. L’insufficienza di personale tecnico e amministrativo è drammatica, tanto che si moltiplica il “silenzio/assenso” (v. in questo sito la Sezione Primo Piano).

Questa Associazione, che per propri fini statutari collabora attivamente per la tutela del nostro patrimonio culturale e paesaggistico, troppe volte ha riscontrato disfunzioni inaccettabili e “distrazioni” inammissibili (anche recentissime) dovute principalmente ad una  “macchina” che nessuno si è assunto il compito di far funzionare.

Se a tutta questa labilità della struttura del personale sommiamo l’inadeguatezza istituzionale e funzionale di una sede, senza ascensore, formata da una decina di stanzette  di due ex appartamentini, irraggiungibili per le barriere architettoniche presenti e in cui è impossibile anche il rispetto della privacy; se sommiamo che questa sede è proprietà del Comune di Lucca e “gentilmente” concessa da questo, tanto da mettere la Soprintendenza stessa in una sorta di dipendenza; se sommiamo l’inconsistenza dei mezzi economici messi a disposizione dal Ministero per l’impianto di questa nuova Struttura (per le strumentazioni ed arredi minimali si è dovuti ricorrere, questuando, alla disponibilità di altri Enti) è chiaro lo status di inefficacia di questo Organismo, nonostante lo sforzo di alcuni per farlo funzionare.

A questa Associazione preme che le Strutture di codesto Ministero riescano ad assolvere al meglio al proprio compito, di controllo, tutela e indirizzo, ma anche a quello di servizio efficace verso il cittadino.

Per questo segnaliamo le seguenti urgenze.

1. Con il 1° di marzo p.v. è assolutamente indispensabile che sia assegnata alla Soprintendenza di Lucca e Massa una dirigenza stabile, esperta e a tempo pieno, che abbia voglia, capacità  e tempo sufficiente per dare dignità di immagine, organizzazione ed efficacia a questa Struttura.

2. Poiché le problematiche più pesanti che investono il territorio delle due Provincie riguardano soprattutto il settore architettonico e paesaggistico, sarebbe oltremodo utile e proficuo che la nuova dirigenza fosse esperta in questo settore piuttosto che in quello artistico.

3. E’ indispensabile addivenire alla formazione di una pianta organica proporzionata nel numero e nella qualificazione alla mole e al tipo di lavoro da svolgere e garantirne la dotazione di personale stabile.

4. Non è secondaria la ricerca di una sede di proprietà statale, che sia dimensionalmente idonea, vuoi per chi vi lavora, vuoi  per chi la fruisce e che renda questo Istituto totalmente indipendente dagli Enti che è chiamato a controllare (a tal fine ci permettiamo di segnalare la recente disponibilità della ex sede dell’Intendenza di Finanza di Lucca).

5. E’ indispensabile dotare l’Organismo dei mezzi strumentali oggi irrinunciabili per il proprio funzionamento (un’auto di servizio, attrezzature informatiche aggiornate, accesso a rassegne stampa ecc.).

Quanto sopra descritto ed indicato è quello che noi proponiamo per rendere i costi collettivi di questa Istituzione non inutili, ma spesi degnamente per raggiungere quegli scopi di maggiore efficacia nella tutela del nostro patrimonio storico che, teoricamente, giustificavano la nascita di questa Struttura nel 2005.

Ringraziamo dell’attenzione e, in attesa, inviamo rispettosi saluti.

Il Presidente

(arch. Roberto Mannocci)

 

 
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