|
|
| Venerdì 17 Luglio 2009 10:33 | |||||||
|
IL PORTO C’E’!.....ED ORA IL PARCO! Lucca, S. Concordio, i primi resti del porto affiorati dagli scavi (foto estratta dal Sito "segnidell'auser.blogspot.com")
“Non ci eravamo sbagliati, i resti dell’antico Porto fluviale di Lucca ci sono davvero, e i funzionari della Soprintendenza Archeologica hanno iniziato in questi giorni a riportarli alla luce. Giusto un anno fa, a fronte del rilascio da parte del Comune del permesso di costruire il cosiddetto “Steccone”, fummo noi cittadini a chiedere alla Soprintendenza che venisse a controllare gli scavi del nuovo insediamento edilizio. Erano 10 anni che, come cittadini del Laboratorio di Urbanistica Partecipata, chiedevamo al Comune di valorizzare il sito del Porto, straordinario “genius loci” per la memoria e l’identità di S.Concordio, e di non considerare l’area Gesam una banale area edificabile, appetibile deposito di oneri di urbanizzazione al pari delle molte altre aree dimesse collocate lungo la ferrovia. Ma il Comune ha respinto tutte le Osservazioni che abbiamo fatto sia al Piano Strutturale che al Regolamento Urbanistico, ha ignorato la nostra proposta di parco, elaborata con l’università di Firenze, e addirittura ci ha costretto a presentare un ricorso al TAR per ottenere che fosse reintrodotto il piano attuativo per l’area Gesam, tolto dalla precedente amministrazione con un colpo di mano. La determinazione del Comune e della Polis a realizzare “lo steccone” è stata feroce, basti ricordare che il progetto è stato licenziato due giorni prima che venisse approvata una variante che avrebbe reso obbligatorio il piano attuativo, e che il Sindaco si è perfino rifiutato di prendere in considerazione la nostra Petizione sottoscritta da oltre 1000 cittadini perché “il rilascio del permesso a costruire era un atto perfetto”. Tutta questa ostinazione del Comune a portare avanti un progetto che noi da sempre abbiamo definito “culturalmente e urbanisticamente inaccettabile”, oltre che inutile e economicamente svantaggioso, dato l’enorme patrimonio immobiliare sfitto e inutilizzato che c’è nel quartiere, deve ora venire meno. L’affiorare prima, nello scorso aprile, dei resti del gasometro ottocentesco, ed oggi del Porto sepolto, devono convincere anche i più refrattari che l’unica destinazione possibile dell’area è quella di un parco archeologico e archeoindustriale. Lo Steccone va archiviato definitivamente, e con esso quella insulsa proposta di una vasca d’acqua artificiale a memoria del porto. Ancora una volta, di fronte alla insipienza urbanistica dell’amministrazione Comunale, a salvarci, a salvare in extremis il territorio, è la Soprintendenza. Come associazione vigileremo sulla realizzazione del parco archeologico, cui non devono essere riservati solo i ritagli dell’area in cui sono stati rinvenuti i reperti, e sulla realizzazione dell’area verde, affinché sia progettata in maniera condivisa con i cittadini. Lucca, 13.07.09 Laboratorio di Urbanistica partecipata – S. Concordio
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |

