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| Mercoledì 02 Settembre 2009 10:20 |
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ABBATTERE LA PINETA..., PERCHE'? A Marlia (Capannori) lungo via Lombarda per la costruzione di 5 appartamenti di edilizia popolare il Comune ha previsto l'abbattimento integrale di un centinaio di pini domestici (pinus pinea). Ecco la nota inviata all'Amministrazione Comunale da Italia Nostra in data 02.09.09. Agli inizi di Agosto la stampa locale riportava la notizia che a breve si sarebbe proceduto alla realizzazione di un complesso di 5 appartamenti di edilizia popolare (a seguito dell’emergenza abitativa del territorio) in un’area lungo via Lombarda a Marlia (oltre ad altri interventi in altre frazioni di Capannori). L’iniziativa di dare case a chi ne ha estremo bisogno è sicuramente iniziativa doverosa e lodevole, solo che altrettanto positiva non è stata la scelta di questa specifica collocazione in via Lombarda. Il lotto di circa 3.000 mq in cui l’Erp è chiamato a realizzare i cinque appartamenti, infatti, è un terreno di proprietà comunale oggi interamente occupato a pineta con quasi un centinaio di alberi Pinus Pinea lì impiantati, presumibilmente, da oltre 40 anni. Chiaramente la realizzazione del complesso abitativo e delle sue pertinenze comporterà l’abbattimento pressoché integrale della ormai ben sviluppata pineta, anche tenendo conto della sostanziale incompatibilità tra la stabilità delle costruzioni e il grande sviluppo in superficie dell’apparato radicale di questa specie. Siamo ben coscienti che questo lotto boscato è un impianto artificiale a fini agricoli, oggi naturalizzato anche se non è di antico impianto e che il pino domestico non rappresenta una specie autoctona della Piana. Tuttavia la continua perdita di alberature della Piana lucchese, che, da un lato ha portato alla lenta distruzione di un paesaggio storico e, dall’altro, annulla il contributo positivo degli alberi per combattere l’inquinamento atmosferico, non permette, a nostro giudizio, che sia un’Amministrazione Comunale a farsi portabandiera di questi abbattimenti. Noi riteniamo che localizzazione urbanistico-ambientale più infelice di questa non poteva essere fatta dall’Amministrazione Comunale, anche in considerazione della vastità di territori ex agrari, nudi e in abbandono, che caratterizzano la pianura di Marlia e delle altre Frazioni. Pur comprendendo e condividendo la necessità di rispondere positivamente all’emergenza sociale che sta alla base di questo progetto, questa Associazione richiede un urgente cambiamento del sito dell’intervento (cosa certamente fattibile non implicando una nuova progettazione del complesso). Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)
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