|
|
| Lunedì 22 Marzo 2010 12:03 | |||||||
TENTENNAMENTI E RISORSEIl caso Villa Fiori a Bagni di LuccaAbbiamo molto apprezzato l’ampio servizio di Paola Taddeucci sulla città termale di Bagni di Lucca (apparso su Il Tirreno del 19 marzo u.s.), una tristissima passeggiata tra le storiche e preziose attrezzature termali. Il quadro che emerge è avvilente perché quello che rappresenta una risorsa di questa comunità, assoluta ed esclusiva per l’economia e per la qualità di quei luoghi, risulta in massima parte sprecata e abbandonata. Decenni e ventenni di ‘miopia amministrativa’ e di piccolo cabotaggio, crediamo, siano alla base di questo ‘criminale’ spreco, accompagnati da assoluta poca chiarezza di idee. La stessa recente decisione di procedere come prima urgenza al recupero del Casinò per farne, in fondo, solo una attrezzata ‘sala giochi’ (al di là dell’indiscusso merito di aver tolto dal degrado fisico un’opera architettonica degnissima) connota un’attenzione allo sviluppo in un settore che può essere solo di complemento a quella che è la risorsa fondamentale del luogo: la risorsa termale. Chiaramente recuperare e valorizzare il patrimonio termale è operazione non facile, anche e soprattutto economicamente, ma è solo ponendoli come principale e pluriennale fine amministrativo che potranno trovarsi idonei fondi e partners. Una testimonianza della scarsa chiarezza delle azioni amministrative è portata dalla vicenda di Villa Fiori. Questa bella villa con parco sulla riva sinistra del Lima viene acquisita dall’A.C. di Bagni di Lucca nel settembre 2008, con una permuta con l’ASL 2 e corrispondendo un conguaglio di 300.000 €. Nelle pubbliche dichiarazioni si parla di variazioni da mettere in bilancio per procedere alla valorizzazione del complesso che diventerà la ‘porta di accesso al territorio’ e fruirà della pubblica passerella di collegamento tra proprietà comunali con la riva destra del Lima e il Casinò. Ma già sei mesi dopo (aprile 2009) la villa compare tra I beni da mettere in vendita. Nel maggio 2009 la stampa riporta precisazioni dell’assessore competente che Villa Fiori (che è bene vincolato dalla Soprintendenza) non sarà alienata se il Comune riuscirà ad impiantare un’operazione di project financing per “un albergo o centro benessere”, e solo nel caso non pervenga alcuna offerta la villa verrà ceduta. Paola Taddeucci, nel servizio giornalistico di 3 giorni fa, ribadisce l’intenzione del Comune di vendere Villa Fiori. Ma allora perchè il Comune, che non è un operatore immobiliare, l’ha acquistata un anno e mezzo fa investendoci, anche, denaro fresco (300.000 €)? Perché allora costruire una passerella pubblica (800.000 €) per collegare due proprietà comunali… se una di esse non sarà più tale? A questa mancanza di idee si deve lo spreco di risorse di cui parlavamo. Purtroppo questo tipo di operazioni di acquisto più o meno privilegiato e successiva vendita si sta diffondendo in diversi Comuni ma ci sembra che contrasti con il ruolo delle pubbliche amministrazioni. Il Presidente Roberto Mannocci
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |

