Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
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Lunedì 28 Febbraio 2011 17:45

L'IMPORTANTE SAREBBE PARTECIPARE!

Piccola storia emblematica di come il principio della PARTECIPAZIONE viene applicato dall'A.C. di Lucca. Il tema riguarda l'inquinamento atmosferico e la mobilità oltre che la vivibilità urbana.

inquinatm

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La "storia" comincia così...con questa richiesta di incontro indirizzata dalle Associazioni ambientaliste  all'Assessore Chiari del Comune di Lucca e protocollata  il 20 gennaio 2011

OGGETTO: Richiesta di partecipazione alle scelte dell'amministrazione in tema di mobilità

Avendo appreso dalla stampa che l’A.C. di Lucca ha già programmato una serie di incontri e consultazioni con alcune categorie professionali ed economiche prima di addivenire ad alcune decisioni importanti sul tema in oggetto, le sottoscritte Associazioni, quali espressioni di interessi diffusi nel campo dell’ambiente e della vivibilità urbana, chiedono un incontro urgente con l'Assessore alla Mobilità per avere informazioni ed un confronto sui progetti del Comune di Lucca in tema di mobilità ed in particolare sul progetto di circonvallazione a senso unico e sul cosiddetto piano di riqualificazione di S. Concordio.

Italia Nostra Lucca

WWF Lucca

Legambiente Lucca

Ass. Contrada S. Concordio

Ass. Parco di S. Anna

 

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La "storia" prosegue così, in termini più generali e propositivi, con lettera protocollata al Comune di Lucca in data 17 febbraio 2011

OGGETTO: mobilità, qualità dell’aria e vivibilità urbana

In riferimento ai risultati di recenti studi condotti dalla Regione Toscana, in collaborazione con ARPAT, Università di Firenze e di Siena e Laboratorio LAMMA, sulle cause del particolato e dell'inquinamento atmosferici, le sottoscritte Associazioni concordano nell’indicare all'Amministrazione comunale indifferibili politiche strutturali che agiscano direttamente sulle cause del problema e non vadano ad intervenire sugli effetti a posteriori.

In estrema sintesi elenchiamo i princìpi cardine di una politica ambientale strutturale:

· un piano della mobilità sostenibile, basato su mezzi pubblici che si raccordino con i mezzi privati nei punti nodali tramite parcheggi scambiatori posti in periferia;

· evitare assolutamente, nelle funzioni che si attribuiscono al territorio con la pianificazione, la creazione di centri catalizzatori di traffico, per giunta incoerenti fra loro e in luoghi raggiungibili facilmente solo con auto propria, come purtroppo è avvenuto nei casi del nuovo Polo Fieristico di Sorbano, del nuovo ospedale di S.Filippo, della nuova sede della Agenzia delle Entrate di Guamo, di alcuni nuovi centri commerciali, ecc., che hanno contribuito oggettivamente ad aumentare il traffico;

· riportare, al contrario, nel Centro Storico e nelle sue vicinanze, la cui accessibilità coi mezzi pubblici è sempre garantita, le funzioni pubbliche che avventatamente ne sono state allontanate, facendo anche perdere ruolo fondamentale a questa parte di città;

· una politica urbanistica che ponga uno stop drastico al consumo di nuovo suolo, tuteli le aree inedificate di qualsiasi tipo, promuova la qualità dell’abitato, sostenga l’efficienza energetica, promuovendo la riduzione dei consumi legati al condizionamento termico degli edifici e che recuperi le periferie privilegiando scelte ecosostenibili con l'istituzione di nuovi veri parchi urbani.

Inoltre, dal momento che la situazione dell'inquinamento atmosferico a Lucca è strettamente correlata a quella nella Piana, in un contesto di collaborazione e concertazione con tutti gli altri Enti coinvolti, l'Amministrazione Comunale dovrebbe inoltre porre come obiettivi:

  • lo spostamento del trasporto merci da gomma a rotaia (il solo scalo merci di Porcari, atteso da ben 15 anni, sarà in grado di eliminare dalle nostre strade qualcosa come 90000 mezzi pesanti all'anno);
  • il sostegno ad una politica industriale sostenibile, in grado di chiudere con efficienza i propri cicli produttivi, utilizzando l'energia in maniera efficiente, rendendo le aziende più competitive e meno inquinanti.

Infine dobbiamo sottolineare che le sottoscritte Associazioni ambientaliste sono ancora in attesa di risposta da parte dell'Assessore competente alla mobilità in merito alla richiesta d'incontro inoltrata il 19 gennaio u.s., al fine di conoscere e confrontarsi, al pari delle altre categorie sociali ed ordini professionali, sui progetti inerenti il nuovo assetto del traffico comunale, in particolare sul progetto di circonvallazione a senso unico e sul cosiddetto piano di riqualificazione di S. Concordio, temi tutti legati a quello dell’inquinamento atmosferico oltre che alla funzionalità urbana.

Distinti saluti.

 

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A "sorpresa" il 22 febbraio 2011 arriva alle Associazioni suddette il seguente fax, senza protocollo e datato 8 febbraio 2011 (!!!!)

Leggi il doc. inviato dall'Assessore Chiari

 

 

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La "storia" prosegue con la seguente replica inviata al Comune di Lucca dalle stesse Associazioni in data 28 febbraio 2011

OGGETTO: Riscontro pregiata sua datata 8 c.m., senza protocollo, e pervenuta via fax solo il 22 u.s. in risposta alla nostra P.G. 3524 del 20 gennaio scorso.

Con riferimento alla pregiata sua in oggetto, non possiamo fare a meno di osservare come, probabilmente l’attenzione da lei riservata alla nostra citata, si sia limitata all’oggetto della stessa, non si spiegherebbe altrimenti la sua mancata risposta alla nostra richiesta di un incontro urgente contenuta nel testo seguente. Probabilmente si tratta della stessa attenzione che le ha consentito di stilare una risposta datata 8 febbraio e di inoltrarla solo il 22 u.s.

Dalle osservazioni che precedono appare evidente la considerazione che, nello svolgimento del suo pubblico incarico cui è demandato per conto e nell’interesse dei cittadini, lei nutre per gli stessi e le organizzazioni che ne sono l’espressione più diretta, che peraltro, come abbiamo potuto ben constatare, si allinea perfettamente con quella di tutta l’Amministrazione di cui lei fa parte.

Pur tuttavia ci corre l’obbligo di farle osservare come il diritto dei cittadini ad avvalersi dei “percorsi di democrazia partecipata” quali previsti dalla LR. 1/05 e dal DPGR. n. 4/R/07, nella formazione delle decisioni dell’Amministrazione che li riguardino direttamente quali destinatari delle stesse e delle loro conseguenze, non sia un mero atto di “liberalità” dell’Amministrazione, bensì sia precisamente disciplinato dalle leggi testé citate, e non possa limitarsi a mere dichiarazioni postume, magari anche a mezzo stampa.

A ciò si aggiungano i principi in tema di partecipazione sanciti dalla L.R. 69/2007 (Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali), che dovrebbero ispirare anche la sua azione: come certo saprà tale legge all'art. 1 sancisce espressamente che "La partecipazione alla elaborazione e alla formazione delle politiche regionali e locali è un diritto" e sottolinea l'importanza di obiettivi come "a) contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni integrandola con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa; b) promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi; c) rafforzare, attraverso la partecipazione degli abitanti, la capacità di costruzione, definizione ed elaborazione delle politiche pubbliche;”.

Alla luce di quanto precede la invitiamo pertanto a riconsiderare attentamente la nostra richiesta ed a farci conoscere la sua disponibilità in merito alla stessa.

Nell’attesa di una sua sollecita risposta, porgiamo distinti saluti.

Distinti saluti

 

 

 
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Mercoledì 09 Febbraio 2011 17:27

INQUINAMENTO ATMOSFERICO   *

Ecco il documento congiunto inviato dalle Associazioni ambientaliste al Comune di Lucca.

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Al Sindaco del Comune di Lucca

e p.c. alla stampa Lucca, lì 10 febbraio 2011

 

OGGETTO: mobilità, qualità dell’aria e vivibilità urbana

In riferimento ai risultati di recenti studi condotti dalla Regione Toscana, in collaborazione con ARPAT, Università di Firenze e di Siena e Laboratorio LAMMA, sulle cause del particolato e dell'inquinamento atmosferici, le sottoscritte Associazioni concordano nell’indicare all'Amministrazione comunale indifferibili politiche strutturali che agiscano direttamente sulle cause del problema e non vadano ad intervenire sugli effetti a posteriori.

In estrema sintesi elenchiamo i princìpi cardine di una politica ambientale strutturale:

- una mobilità sostenibile basata su mezzi pubblici che si raccordino con i mezzi privati nei punti nodali tramite parcheggi scambiatori posti in periferia;

- evitare assolutamente, nelle funzioni che si attribuiscono al territorio con la pianificazione, la creazione di centri catalizzatori di traffico, per giunta incoerenti fra loro e in luoghi raggiungibili facilmente solo con auto propria, come purtroppo è avvenuto nei casi del nuovo Polo Fieristico di Sorbano, del nuovo ospedale di S.Filippo, della nuova sede della Agenzia delle Entrate di Guamo, di alcuni nuovi centri commerciali, ecc., che hanno contribuito oggettivamente ad aumentare il traffico,;

- riportare, al contrario, nel Centro Storico e nelle sue vicinanze, la cui accessibilità coi mezzi pubblici è sempre garantita, le funzioni pubbliche che avventatamente ne sono state allontanate, facendo anche perdere ruolo fondamentale a questa parte di città;

- una politica urbanistica che ponga uno stop drastico al consumo di nuovo suolo, tuteli le aree inedificate di qualsiasi tipo, promuova la qualità dell’abitato, sostenga l’efficienza energetica, promuovendo la riduzione dei consumi legati al condizionamento termico degli edifici e che recuperi le periferie privilegiando scelte ecosostenibili con l'istituzione di nuovi veri parchi urbani.

Inoltre, dal momento che la situazione dell'inquinamento atmosferico a Lucca è strettamente correlata a quella nella Piana, in un contesto di collaborazione e concertazione con tutti gli altri Enti coinvolti, l'Amministrazione Comunale dovrebbe inoltre porre come obiettivi:

  • lo spostamento del trasporto merci da gomma a rotaia (il solo scalo merci di Porcari, atteso da ben 15 anni, sarà in grado di eliminare dalle nostre strade qualcosa come 90000 mezzi pesanti all'anno);
  • il sostegno ad una politica industriale sostenibile, in grado di chiudere con efficienza i propri cicli produttivi, utilizzando l'energia in maniera efficiente, rendendo le aziende più competitive e meno inquinanti.

Infine dobbiamo sottolineare che le sottoscritte Associazioni ambientaliste sono ancora in attesa di risposta da parte dell'Assessore competente alla mobilità in merito alla richiesta d'incontro inoltrata il 19 gennaio u.s., al fine di conoscere e confrontarsi , al pari delle altre categorie sociali ed ordini professionali, sui progetti inerenti il nuovo assetto del traffico comunale, in particolare sul progetto di circonvallazione a senso unico e sul cosiddetto piano di riqualificazione di S. Concordio, temi tutti legati a quello dell’inquinamento atmosferico oltre che alla funzionalità urbana.

 

Distinti saluti.

Italia Nostra Lucca Roberto Mannocci

Legambiente Lucca     Michele Urbano

WWF Lucca Domenico Verducci

Ass. Parco S.Anna Umberto Capocchi

 

*VEDI SERVIZIO CANALE 39


 

 

 


 

 
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Mercoledì 15 Dicembre 2010 11:49

REGIONE TOSCANA – LIMITI AL FOTOVOLTAICO

Verso la tutela delle aree di pregio e del paesaggio

Su iniziativa degli Assessori Bramerini, Marson e Salvadori la Giunta Regionale Toscana ha approvato una delibera che specifica le linee guida nazionali del settembre scorso ponendo limiti agli impianti fotovoltaici. La delibera della Giunta Regionale passa ora all’esame del Consiglio.

Seguirà anche una regolamentazione stringente per gli altri tipi di impianti energetici.

Italia Nostra non può che rallegrarsi di questo primo atto. (Leggi il ns. comunicato)

fotovoltaico

“Impianti fotovoltaici sì, ma evitando le distese di pannelli nelle aree di pregio in modo da tutelare il paesaggio. La Giunta regionale ha approvato la proposta di delibera che mette nero su bianco una prima individuazione delle zone dove sarà vietata l'installazione di impianti fotovoltaici a terra, in attuazione delle linee guida nazionali sulle rinnovabili emanate nello scorso settembre.

La delibera, firmata dai tre assessori all'ambiente e energia Anna Rita Bramerini, al governo del territorio Anna Marson e all'agricoltura Gianni Salvadori, principalmente pone un limite alla diffusione in area agricola di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni (cioè quelli superiori ai 200 kw, corrispondenti a più di 4.000 mq) favorendo gli impianti di piccola dimensione (da 5 kw a 20 kw) e media dimensione (da 20 kw a 200 kw), e privilegiando la funzione di integrazione del reddito agricolo.

Corpo centrale del documento una tabella, dove si fa un primo elenco delle aree non idonee al fotovoltaico distinte per potenza degli impianti e dimensione (da 5 a 20 kW, da 20 a 200 kW ed oltre 200 kW) e per tipologia. Ovvero: "siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco", tra cui spicca la Val D'Orcia; "aree e beni immobili di notevole interesse culturale", "aree e immobili vincolati", "zone all'interno di coni visivi e panoramici la cui immagine è storicizzata", "emergenze culturali e zone contigue a parchi archeologici e culturali", "aree naturali protette", "zone umide ai sensi della convenzione di Ramsar"; "aree Dop, Doc, Docg e Igp"; "aree classificate a rischio idraulico e geomorfologico e aree adibite a interventi di messa in sicurezza" e infine "zone vincolate in base all'art.142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio", definendo caso per caso le eventuali eccezioni ammesse, per esempio quelle nelle aree già urbanizzate prive di valore culturale- paesaggistico, le aree degradate e i siti di ex attività estrattive e infine le attività connesse all'agricoltura purché le modalità di installazione abbiano il minor impatto possibile.

I criteri di inserimento degli impianti nella aree idonee saranno invece specificati in un atto successivo così come la individuazione delle aree non idonee per le altre tipologie di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico, biomasse, ecc.).

«Con questa proposta la Toscana si allinea agli indirizzi nazionali coniugando lo sviluppo del fotovoltaico con la valorizzazione del territorio rurale e della sua economia -- ha spiegato Bramerini -- Nei prossimi giorni si aprirà una ulteriore fase di lavoro in cui sarà fatta una rapida ricognizione presso Province e Comuni per raccogliere proposte di individuazione di ulteriori aree non idonee per il fotovol taico e per le altre energie rinnovabili».

«Con questa scelta -- afferma l'assessore Marson -- salvaguardiamo il paesaggio rurale e l'agricoltura, attività essenziale alla riproduzione del paesaggio stesso, indirizzando le installazioni di grandi impianti nelle aree già urbanizzate o degradate. Nelle prossime settimane, con atto successivo, specificheremo i criteri per l'inserimento nel paesaggio degli impianti fotovoltaici anche nelle aree idonee».

«Le produzioni di qualità dell'agricoltura toscana ed il suo paesaggio rurale – sottolinea l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori - sono il biglietto da visita della Toscana nel mondo, una delle maggiori attrattive del turismo nella nostra regione e una delle principali voci dell'export agroalimentare. Era del tutto logico e coerente con la politica di tutela e valorizzazione del territorio e delle produzioni agroalimentari di qualità andare nella direzione assunta con questa delibera. Incentiviamo l'uso delle energie alternative – conclude Salvadori – ma certamente queste devono essere compatibili con il nostro territorio e le sue produzioni di qualità»

Adesso la proposta passerà al Consiglio per la votazione permettendo, nelle prossime settimane, di avviare il confronto con gli enti locali.”

14.12.2010 (estratto dal sito ufficiale della Regione Toscana www.regione.toscana.it)

 
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Lunedì 06 Dicembre 2010 13:25

GARFAGNANA – LE PALE SUL PAESAGGIO

La Sezione lucchese e il Consiglio Regionale Toscano di Italia Nostra hanno presentato in data 04.12.10 le  seguenti Osservazioni al competente Settore V.I.A. della Regione Toscana avverso l’impianto eolico previsto sui dorsali dei Monti Argegna, Montale e Cucù nell’alta Garfagnana, in un fantastico paesaggio agro-pastorale sottoposto a vincolo paesaggistico. Si è evidenziato, altresì, la necessità e l'urgenza di una programmazione regionale che individui  a monte i siti compatibili per questo tipo di impianti industriali.

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Foto estratta dalle Relazioni Tecniche che accompagnano il progetto

 

Questa Associazione osserva quanto segue in merito al prospettato impianto in oggetto.

A. L’area su cui dovrebbe sorgere l’impianto eolico proposto interessa le dorsali del monti Argegna, Montale e Cucù con nove aerogeneratori posti nel territorio di Minucciano in un’area ai margini di quello di Giuncugnano, che sarà investito direttamente da alcuni tratti ristrutturati della viabilità di accesso e da gran parte del tracciato elettrico fino al “Punto di consegna”. Per la sua collocazione l’impianto risulta estremamente visibile da ampie porzioni di territorio, nonostante l’uso di accortezze cromatiche e di tinte antiriflesso. Evidenziamo che la simulazione fotografica fornita è stata effettuata usando aerogeneratori dimensionalmente assai inferiori a quelli effettivamente previsti (E53).

B. L’area su cui saranno collocati 8 dei 9 aerogeneratori costituenti l’impianto è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del Titolo III del Codice dei BB. CC. e PP., vincolo apposto con D.M. del 20.09.74.

La quasi totalità del suolo interessato dall’intervento è territorio intatto ad uso prativo e seminativo di grandissima valenza estetica e ambientale, come attesta il vincolo suddetto e come mostrano le stesse foto negli allegati alla richiesta. L’area dell’Argegna, proprio per queste caratteristiche finora così ben conservate, è zona di forte richiamo turistico, attività fondamentale per l’economia attuale e futura di queste popolazioni. In questo paesaggio, così peculiare e caratterizzato, sorge anche il famoso Santuario di Nostra Signora della Guardia che, oltre ad essere bene culturale vincolato direttamente ai sensi del Titolo II del vigente Codice dei BB. CC. e PP., è meta di consistente turismo religioso. Proprio vicino alla chiesa verrebbero ad impattare (visivamente e acusticamente) alcuni aerogeneratori e proprio dal parco circostante ad essa saranno visibili anche tutti gli altri che costituiscono l’intero impianto. Nelle vicinanze del Santuario c’è il prezioso sito archeologico dell’Ospitale di Tea, che costituiva luogo di sosta fondamentale per i pellegrini lungo la storica via Francigena, sito archeologico di cui, però, non esiste traccia nelle relazioni allegate al progetto.

C. Nelle aree limitrofe al fulcro del Santuario della Guardia si sono sviluppate da tempo attività economiche (alberghiere, agricole, agrituristiche, campeggi….) tutte compatibili con la realtà ambientale dei luoghi e con le infrastrutture presenti. Queste attività svolgono un ruolo economico fondamentale, ma costituiscono anche veri e propri presìdi ambientali per il controllo e la manutenzione ordinaria del territorio (notoriamente assai fragile in Garfagnana) e risultano incompatibili certamente con gli impatti visivi ed acustici che deriverebbero dai prospettati impianti eolici che si vogliono introdurre.

Il richiamo turistico che sarebbe generato dell’impianto, quale percorso ecologico sull’energia come prospettato nelle Relazioni che accompagnano il progetto, non è meritevole di alcun commento.

D. Oltre che nei confronti delle attività umane l’impianto è incompatibile con l’equilibrio avi-faunistico della zona (sia durante il lungo periodo della costruzione sia successivamente durante il normale funzionamento delle turbine). Rumorosità, viavai di mezzi ultra-pesanti, vibrazioni delle possenti pale eoliche, campi magnetici derivanti dagli elettro cavi “preferibilmente interrati” (come si legge nella Relazione Tecnica, oppure “totale interramento” come si legge altrove?) sono elementi che impattano negativamente contro le varie specie presenti e soprattutto contro le specie protette di rapaci diurni e notturni, quali l‘astore e l’allocco.

E. Gli aerogeneratori da installare e previsti nel progetto SEVA srl sono composti ciascuno da una torre di altezza 73 ml, da 3 pale lunghe 25 ml con un diametro rotore di 53 ml. Sono quindi necessarie piazzole di 200 mq presso ogni aerogeneratore e fondazioni di 15 ml di diametro.

F. Per il trasporto di queste turbine lungo la viabilità esistente (Strade regionali, provinciali e comunali), nella Relazione N°7, la Società Nizzoli Trasporti constata che “lungo tale percorso sono stati rilevati in diversi punti forti limiti per quanto riguarda il trasporto delle turbine”. I punti di frizione constatati risultano 191, ma la relazione documenta solo quelli afferenti l’ultimo tratto dopo il centro di Castelnuovo Garfagnana.

In questa tratta la stessa Società ha previsto ben 40 interventi tutti molto invasivi sulle infrastrutture (consistente allargamento di carreggiate, stabilizzazioni stradali, asportazione di scarpate, costruzione di ampli by-pass di 8 ml di larghezza, invasione di resedi e pertinenze private, abbattimento di muretti, di cancelli, di alberi, di annessi, di barriere stradali, di segnaletiche…..).

Per quanto riguarda la viabilità interna al sito nella stessa Relazione 7 si riferisce che “Nulla può essere detto per quanto riguarda le strade di accesso alle turbine interne al sito in quanto non ancora presenti durante lo svolgimento di questo sopralluogo (maggio 2010)” (v. pag. 33, Relazione 7).

In sostanza la verifica sulla transitabilità è stata effettuato solo sulla parte asfaltata e ben poco si documenta sulla pista sterrata che condurrà e affiancherà i vari aerogeneratori.

Tale affermazione contraddice quella contenuta nella Relazione Tecnica ove a pag. 46 si afferma:

La viabilità interna al sito è rappresentata dalla strada che arriva sul Monte Argegna e dal successivo sterrato di larghezza pari a circa 3,5 m, a servizio della parte più a nord dell’impianto.” Tale pista sterrata tuttavia, dovrà essere ampliata di almeno 2 ml e dovranno essere realizzate 9 piazzole (una per ciascun aerogeneratore) di circa 200 mq. Tale pista sterrata, poi, è documentata da un’unica foto.

Quale delle due relazioni riflette la realtà? Tale pista sterrata esiste nella sua totalità? Ed è continua, a servizio di tutto l’impianto? Possono accettarsi due relazioni che sembrano contrirsi vicendevolmente?

G. Nel rilevare la necessità assoluta di una conveniente documentazione integrativa della situazione descritta al punto precedente evidenziamo come (anche nella situazione più favorevole prevista nella citata Relazione Tecnica) l’intervento viene a sconquassare tutto l’assetto della dorsale sia per il notevole ampliamento del percorso sterrato presente, sia per il tracciamento delle porzioni in cui manca , sia per la sua stabilizzazione per il passaggio dei grossi mezzi di trasporto, sia per l’adeguamento delle pendenze, sia per la formazione e stabilizzazione delle 9 piazzole di lavoro, sia per i necessari spiazzi di manovra….Una vera e propria ri-conformazione perenne del paesaggio, pertanto inammissibile nel contesto vincolato.

In base alle considerazioni esposte questa Associazione ritiene incompatibile la costruzione di questo impianto industriale nell’area suddetta e pertanto ne richiede il rigetto per I suddetti motivi di impatto ambientale, paesaggistico ed economico.

Più in generale questa Associazione ritiene urgente e indispensabile una più stringente regolamentazione e programmazione regionale per la costruzione di questi impianti, con individuazione a monte delle zone in cui questi, compatibilmente con I valori paesaggistici, ambientali e con le strutture economiche dei luoghi, possono sorgere, in modo da dare indirizzi certi all’attuale confusa rincorsa speculativa nei settori energetici.

 

Italia Nostra - Consiglio Regionale Toscano

Il Presidente (ing. Antonio Dalle Mura)

Italia Nostra - Sezione di Lucca

Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)

 
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Venerdì 12 Novembre 2010 14:31

COMPOSTAGGIO: SITO CERCASI!

Sulla ricerca del sito più idoneo per la costruzione del necessario impianto di compostaggio nel territorio di Capannori, la Sezione ha inviato questo comunicato in data 12 novembre 2011.

capannoristemma

La storia della ricerca della sede più idonea per l’impianto di compostaggio sul territorio di Capannori merita qualche commento.

Italia Nostra ha partecipato ad alcune riunioni del Tavolo di Lavoro nato per l’individuazione di un sito alternativo a quello indicato dal Comune sui terreni agricoli in località “La Lista”. In tale sede ha precisato i criteri che dovrebbero, secondo l’Associazione, stare alla base della individuazione del sito:

a) evitare, per la costruzione dell’impianto, nuovo consumo di suolo;

b) assoluta preferenza per un’area industriale dimessa;

c) evitare consumo di territorio agricolo, da sempre purtroppo considerato come territorio “bianco”, in attesa di funzione e di ruolo;

d) vicinanza di idonea viabilità già esistente;

e) conveniente distanza dai centri abitati.

Abbiamo assistito ad una seria e documentata ricerca del Tavolo che ha individuava nell’area dell’"ex Forte" in prossimità del casello autostradale di Frizzone un luogo che rispondeva pressoché integralmente ai principi sopra elencati e che poteva offrire anche un’apprezzabile operazione sinergica con l’adiacente impianto di depurazione di Casa del Lupo.

Tuttavia questa eventuale localizzazione necessitava di alcuni approfondimenti tecnici:

1) l’idoneità dimensionale dell’area “ex Forte” per ospitare l’impianto di compostaggio e gli uffici dell’ASCIT, dati i limiti posti alla possibilità di espansione per il vincolo archeologico presente nell’area adiacente a sud;

2) l’elevata pericolosità idraulica dell’area e la possibilità di messa in sicurezza;

3) il costo effettivo di questa possibile scelta per la presenza dell’edificio industriale dismesso.

Mentre il Tavolo portava avanti questa analisi sulla proposta all’”ex Forte”, su indicazione del Sindaco nel Consiglio Comunale del 30 settembre, a sorpresa, veniva allargata l’apposita Commissione Consiliare Rifiuti alla partecipazione dei vari Comitati locali per approfondire il tutto. Un’apprezzabile apertura.

La sera del 19 ottobre il Tavolo di Lavoro illustra pubblicamente la propria articolata proposta in una partecipata Assemblea, ma che non vede alcun rappresentante della Giunta comunale a documentarsi su un lavoro svolto con serietà dai propri cittadini.

Da quel momento l’apertura alla discussione e all’approfondimento manifestata nel C.C. del 30 settembre vengono cancellati da quotidiane durissime recriminazioni del Sindaco.

Questi si scaglia, in primis, contro due Assessori Provinciali, rei di aver partecipato come uditori all’Assemblea. Poi indirizzando gli strali contro la Provincia per la mancata risposta alla decisione comunale di fare l’impianto nei terreni agricoli della Lista. Poi sentenziando l’inutilità di tutte le discussioni (comprese quelle della Commissione Rifiuti?) perché il Comune aveva già scelto. Poi accusando la Provincia che i suoi ritardi facevano perdere l’accesso ai finanziamenti per la costruzione dell’impianto. Poi contestando interessi personali e diretti a singoli consiglieri comunali….ecc. ecc.

Noi riteniamo che il surriscaldamento dei toni, cui assistiamo, non serva a nessuno. Riteniamo che una vera partecipazione sulle grandi scelte che si devono fare sul territorio debba essere garantita, soprattutto se in presenza di contributi costruttivi, approfondendo i problemi e fornendo risposte. La costruzione di un impianto di compostaggio sul territorio di Capannori è un preciso e ineludibile dovere delle Amministrazioni e dei cittadini, da effettuare in totale trasparenza e lontano da sotterranei impegni pregressi o disdicevoli tatticismi elettorali di chiunque.

Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)

 

 
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