Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione  
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Giovedì 25 Febbraio 2010 14:14

ALCE, LEGAMBIENTE E PARTECIPAZIONE

All'Associazione Legambiente Lucca non è stato permesso  di partecipare all'incontro che la IV e V Commissione Provinciale hanno avuto con i 'soggetti interessati' al problema dell'impianto a biomasse che ALCE e TERRA UOMINI  AMBIENTE vogliono impiantare a Fornoli.

Legambiente fino ad allora aveva attivamente partecipato a tutti gli incontri e dibattiti ed aveva avanzato una proposta operativa.

Forse era stata troppo attiva.....per i ns. Amministratori locali che solitamente in teoria parlano di ascolto e di f partecipazione, salvo smentirsi quando vogliono assolutamente far realizzare qualcosa!

Contro questo calpestamento locale dell'Ambientalismo riconosciuto a livello nazionale, Italia Nostra e WWF Lucca, in solidarietà con Legambiente, hanno diramato questo comunicato in data 25.02.10.

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“Italia Nostra” e WWF Lucca esprimono la propria totale disapprovazione per l'emarginazione operata di fatto dall’Amministrazione Provinciale verso il settore dell’Ambientalismo in merito alle consultazioni con i vari “soggetti interessati” tenute dalla IV e V Commissione Provinciale sulla delicata questione ALCE, escludendo da tali consultazioni l’Associazione Legambiente, che fattivamente e propositivamente aveva fino ad allora partecipato alle varie riunioni sul tema.

Le Associazioni Ambientaliste riconosciute (quali le scriventi e Legambiente) rivendicano i propri titoli a rappresentare interessi diffusi, tra l’altro fondamentali per gli equilibri dell’odierna società, e ricordano alle Istituzioni lo specifico dovere del loro coinvolgimento negli iter partecipativi.

WWF Lucca - Domenico Verducci

ITALIA NOSTRA Lucca  - Roberto Mannocci

 
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Mercoledì 30 Dicembre 2009 11:59

MARLIA – 2009/2010

Sulla pineta abbattuta a Marlia per costruirvi 5 alloggi popolari, Italia Nostra è tornata con questa nota del Presidente, Roberto Mannocci, del 30.12.09.

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Una decina di giorni addietro i vertici comunali di Capannori assieme a quelli regionali e dell’ERP hanno convocato la stampa per mostrare l’andamento dei lavori e per far risaltare le tecnologie innovative usate per la costruzione di cinque appartamenti di edilizia popolare nella zona di via Lombarda a Marlia. Giustamente sono stati messi in risalto la buona tempistica dei lavori e l’uso di tecniche e materiali eco-compatibili e il ricorso ad energie rinnovabili per il funzionamento delle nuove abitazioni. Un vero e proprio campionario di buone pratiche di bio-architettura applicata all’edlizia popolare (v. in dettaglio il resoconto estratto da La Nazione del 19.12.09).

Due le cose che possono rallegrare:

1. Con questa iniziativa comunale finanziata dalla Regione e condotta dall’ERP si darà casa (a primavera 2010, quando i lavori dovrebbero essere terminati) a 5 famiglie che ne hanno estremo bisogno e che non possono accedere a quella infinita paccottiglia di appartamenti invenduti fatti nascere dalle Amministrazioni comunali in ogni angolo della Piana;

2. La sperimentazione dell’uso di tecnologie bio-architettoniche  e l’attenzione al risparmio energetico.

Ma sono ancora due le cose che ci rammaricano:

A. La qualità estetico-formale del progetto (allo stato attuale) ci sembra che lasci assai a desiderare ed alcuni punti-chiave del progetto ricalcano i consunti modelli edificatori della città piccolo borghese e dello stesso modo di vivere, ma più povero (suddivisione dello spazio inedificato in cinque francobolli di terreni privati, dotazione di due stalli parcheggio per ogni appartamento in un grande garage-tettoia con struttura portante…. di cemento armato !!!!!...) La sperimentazione poteva essere più consequenziale e poteva essere propositiva di un più coerente modus vivendi;

B. Noi non possiamo dimenticare la scellerata (per noi) scelta urbanistica che sta alla base di questo intervento. Su questo lotto, infatti, fino al 9 settembre u.s. vegetavano oltre novanta pini domestici (Pinus Pinea), un boschetto vero e proprio, di vecchio impianto, integralmente abbattuto in mezza giornata dalle ruspe comunali invece di ricercare una soluzione alternativa che fosse in grado di rispondere all’esigenza sociale della casa per chi non può permettersela e al contempo alla valorizzazione del sempre più evanescente patrimonio arboreo della Piana. Riproponiamo il ns. quesito, che è rimasto senza risposta alcuna e che ha così indisposto l’Amministrazione comunale di Capannori tanto da rifiutarci un incontro sul tema: è stata opportuna, saggia e ambientalmente sostenibile una scelta che ha comportato l’abbattimento totale di quasi un centinaio di alberi nella super-inquinata piana lucchese?

 

L’attenzione ai temi ambientali è atteggiamento non applicabile per compartimenti stagni né può esaurirsi in singoli episodi (anche se talvolta lodevoli), ma deve pervadere le varie azioni di un’Amministrazione, a partire da quelle che riguardano il rispetto del territorio e da quelle che sono le scelte urbanistiche. L’auspicio per il 2010 è che anche l’urbanistica di Capannori abbia questa coerenza ambientale.

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Sabato 20 Giugno 2009 12:16

LIBERARE IL SERCHIO DAGLI IMPIANTI DI INERTI 
Una tantum qualche buona notizia! L'autorità di Bacino del Serchio ha diffuso un comunicato nel 
quale si diffonde la notizia che sono stati firmati protocolli di intesa con i Comuni di Barga e
Capannori per la de-localizzazione dei due impianti di Ponte All'Ania e di quello di Marlia per 
la lavorazione degli inerti e che sorgono ai bordi e in golena del Serchio. E' dall'inizio degli 
anni Novanta del secolo scorso che la sezione di Italia Nostra conduce una battaglia 
contro questi impianti e contro le distruttrici cave di inerti dislocate nella valle.
Ecco il testo del Comunicato dell'Autorità di Bacino:

PROTOCOLLI DI INTESA
PER LA DELOCALIZZAZIONE DI ATTIVITA’DI TRATTAMENTI INERTI SITUATI IN
AREA DI PERTINENZA FLUVIALE LUNGO IL CORSO DEL FIUME SERCHIO

Lungo l’asta principale del fiume Serchio sono stati censiti 16 siti di trattamento inerti, tutti variamente interferenti con la dinamica fluviale. L’Autorità di Bacino Pilota del Fiume Serchio ha ritenuto necessario porre come obbiettivo prioritario la de-localizzazione  degli impianti verso aree maggiormente vocate.

Per concretizzare i provvedimenti di delocalizzazione è stata necessaria la collaborazione degli enti titolari delle competenze in materia urbanistica e in particolare dei Comuni, che sono stati chiamati a collaborare all’individuazione delle aree idonee per le nuove localizzazioni degli impianti e a portare avanti in maniera tempestiva le relative procedure urbanistiche.

Allo stato attuale sono stati stipulati i seguenti protocolli d’intesa:

1)    - Il 26 settembre 2005 tra Autorità di Bacino Pilota del Fiume Serchio, Comune di Capannori, Provincia di Lucca e le società proprietarie degli impianti, la Ditta Del Debbio s.p.a. e Betonval s.p.a. in località La Fraga (Capannori).

2)    - Il 5 giugno 2009, tra l’Autorità di Bacino Pilota del Fiume Serchio, la Provincia di Lucca, il Comune di Barga, la Ditta Del Debbio s.p.a. in località Piano delle Pedone, Ponte all’Ania ( Barga).

3)    - Il 5 giugno 2009 tra l’Autorità di Bacino Pilota del Fiume Serchio, la Provincia di Lucca, il Comune di Barga, la ditta F.lli Turicchi s.r.l. in località Piano delle Pedone, Ponte all’Ania  (Barga).

Lucca, 19 giugno 2009

 


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Ed ecco il comunicato stampa diramato dalla Sezione: 
COMUNICATO STAMPA del 19.06.09

L'Associazione Italia Nostra accoglie con soddisfazione la notizia diffusa
dall'Autorità di Bacino del Serchio in merito all'accordo raggiunto per la
delocalizzazione di tre dei 16 impianti per la lavorazione degli inerti
attualmente locati lungo l'area fluviale del Serchio. La delocalizzazione
dei due impianti di Ponte all'Ania (Barga) e quello Del Debbio/Betonval di
Marlia (Capannori) garantirà maggiore sicurezza idraulica al territorio e
favorirà più rispettosi usi di questi delicati ambiti
agricolo/naturalistici, come a più riprese osservato nei  nostri molti
precedenti interventi.
Nel ringraziare l'Autorità di Bacino e il suo Segretario Generale per
l'impegno profuso, e le suddette Amministrazioni Comunali per la
disponibilità, Italia Nostra si augura che il successo fino a qui ottenuto
spinga l'Autorità di Bacino e gli altri Comuni) a procedere ancora più
speditamente verso la delocalizzazione degli altri 13 impianti ancora
presenti sulle rive del fiume (a cominciare dagli impianti MaCo, Puccetti
e Varia tutti siti nel Comune di Lucca) affinché effettivamente si possa
parlare di rendere concreto un vero Parco Fluviale, agricolo e naturale,
nell'ambito del Serchio.

Il Presidente
(arch. Roberto Mannocci)
 
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Mercoledì 04 Marzo 2009 16:01

Pericolose e inutili strade in collina!



Questo il testo di una nota sottoscritta da Italia Nostra e da WWF di Lucca, sulla nascita di una ripida nuova strada sulle colline di Catro nella frazione di S. Maria del Giudice. La nota è stata inviata a tutti gli Enti interessati (Comune, Soprintendenza, Autorità di Bacino). Sono state verificate irregolarità nel rilascio dell’Autorizzazione.

catro



Le sottoscritte Associazioni fanno presente che nelle settimane scorse si è proceduto ad aprire un nuovo tratto di strada carrabile (larghezza circa 6 metri) che da località “Catro” (S.Maria del Giudice) collega con una strada a mezza costa lungo le pendici del Monte Penna a servizio di un rudere in ristrutturazione. Il tratto a mezza costa (eseguito due o tre anni addietro) aveva ottenuto l’autorizzazione per il vincolo idrogeologico in sanatoria con prescrizioni da parte del competente Ufficio Comunale (N° 72/2005).
Nessun visto sotto l’aspetto idrogeologico ha invece ottenuto il nuovo tratto attualmente in costruzione di cui alla DIA 135 del 18.01.08, presentata come “completamento di strada”.
Si segnala che nel luogo di quest’ultimo tratto viario esisteva solo un sentiero dal quale sono state asportate pietre e abbattuti cespugli della macchia e castagni, per la costruzione dell’ampia carreggiata. Inoltre il tratto di strada non presenta alcuna soluzione per regolare il deflusso delle acque e va a terminare proprio in corrispondenza di un guado sul rio di Bulano.
Le sottoscritte Associazioni pertanto segnalano l’estrema pericolosità della situazione creatasi con la costruzione di quest’ultimo tratto della strada e l’abuso ambientale costituito dalla mancanza del parere per il vincolo idrogeologico, senza il quale la DIA non può avere alcun valore.    
Inoltre la zona oggetto di intervento ha una rilevante valenza paesaggistica data dal contesto naturale del Monte Penna.
Pertanto le sottoscritte Associazioni richiedono:

  1. Immediata interruzione dei lavori, risultanti abusivi per incompletezza  delle autorizzazioni ottenute.
  2. Verifica da parte degli Uffici competenti della pericolosità idrogeologica di quanto si va costruendo.
  3. Ricerca di soluzioni (anche sostanzialmente diverse) idonee a garantire la sicurezza del versante e delle popolazioni che risiedono a valle.
  4. Verifica della compatibilità paesaggistica di tutto l’asse viario e in particolare se l’autorizzazione rilasciata sotto questo aspetto è comprensiva anche del nuovo tratto.

In attesa di rassicurazioni, inviamo distinti saluti.