|
|
| Venerdì 05 Febbraio 2010 11:48 | |||||||
|
LUCCA - NO ALLA CITTA' DI CASTE!Stanno tra il razzismo e la rivendicazione di una casta economica le affermazioni di alcuni esponenti della maggioranza che amministra il Comune di Lucca. Queste problematiche affermazioni compaiono nelle pagine di cronaca locale de IlTirreno di ieri 04.02.2010 in un servizio/intervista di Barbara Antoni al Sindaco Mauro Favilla. "Niente abitazioni popolari nel centro storico perché questo diminuisce il valore dei suoi palazzi e delle attività lì impiantate". Anche se il Sindaco, nell'intervista, rifiuta queste affermazioni che provengono dalla sua parte politica lo fa con toni così dimessi e supini che tiene a precisare che, in fondo, chi potrà abitare in affitto nei 77 appartamenti all'interno della ex manifattura dei tabacchi,in edilizia agevolata finanziata dalla Regione, non potrà essere troppo indigente, visto il costo effettivo che comporterà la ristrutturazione....Un rifiuto...che è una rassicurazione! Italia Nostra ribadisce: la città e il centro storico sono di tutti...come tutte le città e tutti i centri storici. Il problema del centro storico lucchese non è il censo dei suoi abitanti, ma portarvi nuovi residenti stabili e impedire che diventi un'oasi esclusivamente turistica e una Luccaland da bere e trangugiare!. Questa la replica inviata dal ns. presidente Roberto Mannocci a Il Tirreno Il progetto PIUSS delle abitazioni in un'ala dell'ex manifattura
"Abbiamo letto questa mattina l’intervista di Barbara Antoni al Sindaco Favilla in merito al progetto di circa 77 appartamenti popolari (55 di edilizia sovvenzionata e 22 di edilizia agevolata) da costruire all’interno dell’ala sud-ovest della ex Manifattura dei Tabacchi e ai rumors di contrarietà che provengono numerosi dalla maggioranza comunale. Credo che debbano essere fatte alcune precisazioni su alcuni aspetti formali. A. Il progetto di appartamenti popolari nell’ex manifattura non fa parte dei 14 progetti del bando PIUSS e non sono da questo finanziati tramite Regione con i milioni stanziati. Il progetto degli appartamenti popolari rientra invece in quella decina di progetti definiti “affiancanti” il programma PIUSS per la cui realizzazione le fonti finanziarie devono fare riferimento ad altri capitoli. Ed infatti questa edilizia residenziale accede ad altri fondi regionali specifici e tramite ERP. B. Con il via libera ai 14 progetti piuss lo stesso C.C. di Lucca (Del. C.C. 22 del 26.02.09) non approvava automaticamente anche i “progetti affiancanti”, ma stabiliva “che ulteriori eventuali interventi compresi nella programmazione generale del progetto di che trattasi saranno definiti con successivi atti di Consiglio o di Giunta come previsto dalle leggi vigenti”. C. A nostro giudizio la ristrutturazione che l’ERP effettuerà su questa ala della manifattura per realizzare i 77 alloggi dovrà passare da uno specifico piano attuativo da sottoporre al C.C. secondo quanto prevede l’art. 84 del vigente R.U.. L’iter per questi appartamenti, ripetiamo, è cosa totalmente diversa da quello PIUSS. D. Un altro chiarimento dovrebbe venire dall’Amministrazione Comunale. Né l’insieme dei 14 progetti PIUSS né quelli affiancanti esauriscono tutta l’enorme volumetria dell’ex manifattura. A quali funzioni saranno destinati gli spazi ancora non definiti ? Queste parti sono costituite dai piani superiori dell’immobile che, al piano terreno, accoglierà il Centro Attività di Contrasto al Disagio, da una parte del piano terra dello stesso immobile, da una porzione terra/tetto dell’immobile che accoglierà gli appartamenti popolari. Dimenticanze dovute all’affrettato “spezzatino” funzionale cucinato per rispettare i termini del PIUSS? Credo che sia necessario fare alcune considerazioni anche sul piano dei contenuti. 1. Siamo rimasti molto, molto, molto colpiti nell’apprendere che talune parti della maggioranza comunale pensano che appartamenti popolari siano incompatibili o inappropriati (sic!) nel centro storico perché abbasserebbero il valore del contesto. E siamo rimasti colpiti anche dalle troppo timide affermazioni del Sindaco che si è sforzato di evidenziare che in fondo i nuovi residenti in questi futuri appartamenti non potranno essere “troppo poveri”. 2. Il centro storico, lo ribadiamo da tempo, deve tornare ad essere soprattutto città abitata stabilmente e non solo dimora occasionale per i fine settimana di danarosi lombardi o per le vacanze estive di ricchi americani. Una città vera, poi, è solo quella abitata da tutte le categorie di persone. Per questo il progetto di edilizia residenziale nella manifattura è uno dei pochi che salviamo all’interno del mega programma improvvisato per quest’area sud ovest del centro storico, perché è uno dei pochi che non va nella direzione della “Lucca da bere” verso cui tende tutto il resto delle azioni amministrative. Ben vengano, quindi, (nel rispetto di tutte le procedure di cui sopra) i 77 nuclei residenziali. 3. Potenziare la residenza stabile nel centro storico, per farlo vivere degnamente 12 mesi l’anno e per salvarlo nella sua identità urbana, per impedire che si riduca ad una Luccaland del consumo e ad una continua sagra turistica, significa dare al centro le attrezzature di vicinato scomparse o che stanno scomparendo del tutto. Un ruolo fondamentale di questo disegno potrà essere svolto anche dal Carmine….e su questo, come in passato, torneremo." Il Presidente Roberto Mannocci
Powered by !JoomlaComment 3.26
3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |

